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    Per Silvio sono attrezzi del potere
    finzioni, trucchi, maschere, artifici
    coi qual d’essere in forma dar da bere.
    Sfondi intriganti, splendide cornici,

    obiettivi velati, marchingegni,
    fotomontaggi, strane inquadrature,
    cuscini, drappi, lampade, congegni
    per simular fasulle abbronzature…

    tutte finzion per dir ch’è bello Papi,
    per farsi amar dal popolo italiano,
    per sentirsi gridar: “Silvio, mi arrapi,
    ecco mia figlia, portala lontano!”

    L’ultimo trucco fu per l’assemblea
    degli industriali della Marcegaglia.
    Mentre arriva di applausi una marea
    e sul palco si accinge a dar battaglia,

    Silvio finge di tergersi il sudore
    passandosi sul viso un fazzoletto,
    ma un obiettivo curioso e traditore
    rivela che al di sotto c’è un dischetto

    ben intriso di fard, terra di Siena
    con il quale il caiman si rifà il trucco,
    come un’attrice quando scende in scena,
    per non mostrare ch’è un vecchio bacucco.

    Par di tornare a un pugno d’anni fa:
    Berlusca, alla assemblea dei costruttori
    il Corriere accusò di falsità
    per articoli assai diffamatori:

    “Io passo giorni e notti a lavorare,
    conducendo una vita molto dura,
    per sentirmi vilmente criticare
    da Enzo Biagi che dice addirittura

    che mi copro la faccia di cerone.
    Vi confesso: mi cadono le braccia
    nel trovar questa perfida invenzione
    su giornal divenntati cartastraccia!”

    Si rivolse a quel punto il Cavaliere
    al grande capo degli edìl dell’Ance,
    dicendo: “Presidente, per piacere
    mi passi una salvietta sulle guance,

    capirà che si tratta di menzogne.
    Me la strofini bene sulla faccia,
    capirà che i cronisti son carogne.”
    “Cavalier, per il vero lascia traccia,

    la salvietta è macchiata di marrone.
    Per quanto non conosca queste cose,
    mi pare che si tratti di cerone
    e pur spalmato in abbondante dose…”

    “Giuro sui figli che non è belletto,
    ma ad evitare che il bouquet si perda
    annusi, per favore il fazzoletto…”
    “Giusto, non è cerone, questa è merda!”

    Carlo Cornaglia
    23 maggio 2009


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