E' online www.antefatto.it - prenota il tuo abbonamento al nuovo giornalePubblichiamo la risposta di Claudio Fava al post di Corrias e la controreplica di quest'ultimo
Pino Corrias scrive su Vanity Fair e riporta su questo sito una nota politica grossolanamente disinformata. Nessun rimborso elettorale andrà a Sinistra e Libertà. Né ai Radicali né a Rifondazione Comunista. La legge elettorale, voluta dal PD e votata da tutto il Parlamento, ha fissato al 4% anche la soglia per il rimborso alle elezioni europee, a differenza di quanto accade per le elezioni nazionali. E a differenza di quanto accadeva cinque anni fa quando, senza alcuna soglia, il partito di Di Pietro, con appena il 2,2%, portò a casa un sostanzioso rimborso elettorale.
Perduta ogni memoria di quell’incasso, l’IDV, assieme al PD e alle destre, hanno cambiato la legge. Nel loro interesse, visto che ai tre milioni di voti rapinati a sinistra si aggiungono alcune decine di milioni di euro di rimborso elettorale: sottratti alle altre liste e spartiti come bottino di guerra tra Lega, PDL, UDC, PD e IDV.
“I soldi per le sedi, per gli stipendi dei funzionari, per i piccoli privilegi dei molti leader, che sopravvivranno generando altri danni futuri” non andranno alle forze politiche della Sinistra ma a chi quei voti non ha ricevuto e quei rimborsi non ha meritato. Da un funzionario Rai come Corrias, lautamente pagato con i soldi dei contribuenti italiani, ci saremmo aspettati meno livore e più verità.
A chi ci legge, infine, vorremmo dare una rassicurazione: il progetto di Sinistra e Libertà resta in campo. Senza soldi e senza stipendi ai funzionari: ma con la forza, preziosa, della nostra coerenza.
Claudio Fava In effetti il decretino è sfuggito perfino alla mia fonte (un senatore della Repubblica).
Ringrazio Fava per la bella notizia.
Pino Corrias

Vanity Fair, 10 giugno 2009Questi rancorosi dissipatori di voti della sinistra italiana puntavano (proprio come il Cavaliere) nell’implosione del partito democratico di Dario Franceschini per incassare qualche vantaggio elettorale.
Paolo Ferrero (Rifondazione)
Nichi Vendola (Sinistra e Libertà),
Grazia Francescato (Verdi) sono riusciti nella notevole impresa di
buttare dalla finestra 2 milioni di voti (più o meno il 6 per cento) e perdere per la seconda volta il quorum.
La sinistra radicale era unita. Si è divisa per ragioni che nessun elettore di media cultura politica sarebbe in grado di riassumere. Forse solo uno psichiatra, e con un milione di parole a disposizione, saprebbe spiegarci quali sono le differenze tra i sogni politici di Vendola e gli incubi di Ferrero. Che insieme
sono riusciti a cancellare i Verdi. Impresa titanica in una Europa dove il voto verde cresce ovunque. E in una Italia devastata dalle massime incurie ambientali. Dove prosperano i denari e i disastri delle ecomafie. Dove le coste vengono distrutte, le periferie abbandonate, le campagne inquinate. Dove Napoli e Palermo, sconciate dai rifiuti, diventano
casi planetari di disastro. E dove il governo progetta centrali nucleari (di vecchia fabbricazione francese) mentre tutto il mondo, a cominciare dagli Usa di Obama, si orienta verso le
energie rinnovabili.
Purtroppo questa sinistra autoreferenziale e rissosa
incasserà i rimborsi elettorali, ai quali si accede quando si supera il 2 per cento: soldi per le sedi, per gli stipendi dei funzionari, per i piccoli privilegi dei molti leader, che sopravvivranno generando altri danni futuri.
(Vignetta di Natangelo)
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