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    All’italiana sembra un bel pornazzo
    il fatto che un ministro che sta in Puglia
    sia l’amico di un tal di Giovinazzo
    che di gnocche procura una pattuglia

    che allieti a pagamento il presidente.
    Ci spiega l’onorevole Ghedini
    ch’è il Berlusca solo il finale utente
    delle gnocche targate Tarantini,

    senza nessun carattere penale.
    Sul penale ha già detto tutto Bossi:
    “Il premier, pur essendo eccezionale,
    non può scopare tanto quanto i rossi

    vanno dicendo ad ogni pié sospinto:
    veline, letteronze, minorenni…,
    al massimo può stare a loro avvinto
    senza purtroppo nulla che s’impenni:

    alla Lega il Berlusca non è iscritto
    e soltanto i leghisti l’hanno duro.
    le ragazze di Tarantini e Fitto
    le paga e basta, di questo son sicuro…”

    Una conferma arriva da Patrizia:
    “Eran duemila gli euro pattuiti
    per passare una notte di delizia,
    li hanno ridotti a mille gli impuniti

    mandandomi a dormire al Valadier…”
    Perciò, da quanto dice la ragazza,
    si potrebbe dedurre che il premier
    non combinò con lei proprio una mazza.

    In politica pure l’han fregata.
    In cambio delle sua bella orchidea
    le han promesso di farla candidata
    per un seggio d’Europa all’Assemblea,

    poi l’hanno candidata nella lista
    comunale di Fitto Raffaele
    nella quale Patrizia, ahimé, conquista
    soltanto sette voti. Sputa fiele:

    “A Palazzo Grazioli mi recai
    due volte con Gianpaolo Tarantini
    e tutto quel che avvenne registrai.
    Del Berlusca con Bush vidi i filmini

    nonché le foto delle tante ville
    nella prima serata col premier,
    in compagnia di giovani pupille
    e una squallida banda di lacché.

    Un mese dopo sono ritornata.
    La sera nella quale ha vinto Obama
    nel palazzo ho passato la nottata
    dove non ero, ahimé, la sola dama…”

    “Dei comunisti son queste le armi,
    spazzatura, monnezza, falsità,
    insufficienti per disarcionarmi.
    Nulla di ciò mi condizionerà

    visto che gli italiani son con me!
    Lavoro per il bene del Paese!”,
    ci racconta da L’Aquila il premier.
    “Il bene o il pene?” qualcheduno chiese.
           
    Carlo Cornaglia
    18 giugno 2009


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