.
Annunci online

abbonamento
2
commenti



    Sono passati mesi burrascosi
    nei quali grazie ad un complotto rosso
    i giornali nel mondo più famosi
    han criticato Silvio a più non posso,

    ne han condannato le lascive gesta
    i giornal del cattolico consorzio
    dei fedel dando voce alla protesta
    e la moglie è in attesa di divorzio.

    L’hanno accusato d’ogni nefandezza:
    di ricevere in casa le battone
    senza pagar le notti di dolcezza,
    di avere un brutto tipo per lenone,

    di intrattenersi con le minorenni
    pur se soltanto per un karaoke,
    poiché in amore pare che tentenni
    e di soddisfazioni ne dia poche,

    di avere usato voli dello Stato
    per trasportar le pupe nel ritiro,
    per far l’amor di aver utilizzato
    nientemen che il letton di Vladimiro.

    Essendo, come noto, un tipo tosto,
    alle domande sul suo far nefando
    il Cavaliere non ha mai risposto
    parlando di un complotto miserando,

    manovra della bieca opposizione.
    Ammise solamente: “Non son santo!”
    e “In casa mia giammai vidi battone,
    ma sol ministre che mi piaccion tanto!”

    Dei giornali stranieri se ne fotte,
    della propria consorte se ne frega,
    ma se la Chiesa inizia a menar botte
    prendon le cose una brutta piega

    ed il potere a un tratto se ne va.
    Un incontro col Papa è necessario
    sol per tranquillizzar Sua Santità:
    “Le giuro ch’è illibata la D’Addario!”

    Bussa invano alla Curia Gianni Letta,
    Benedetto la visita gli nega,
    un’altra soluzion ci vuole in fretta
    per fregar la cattolica congrega.

    Di Nunzia De Girolamo è l’idea:
    da Santo Pio si va in pellegrinaggio
    ed il Santo sarà la panacea
    dei suoi problemi di libertinaggio.

    Ma tutti san che il frate fu incazzoso
    e c’è il rischio che, visto il Cavaliere,
    risorga dall’eterno suo riposo
    e lo prenda a calcioni nel sedere.

    Ci vuole una cattolica adunanza
    con la presenza almeno di Bertone…
    Detto fatto, si va alla Perdonanza,
    laddove lui fa la celebrazione.

    Nella basilica di Collemaggio,
    con aria da devoto penitente
    il premier correrà in pellegrinaggio
    per conquistar la Chiesa nuovamente

    e convincere Papa Benedetto
    che, se pure con qualche scappatella,
    Berlusconi realizza il suo progetto:
    l’Italia della Santa Sede ancella.

    Entrando in chiesa il ventinove agosto
    verrà assolto da tutti i suoi peccati
    come da Celestino fu disposto
    e i cardinal così rassicurati

    dal falso pentimento del premier
    non pianteranno più tanto casino:
    una man lava l’altra, sai com’è,
    alla faccia di Papa Celestino.

    Tarcisio e il Cavaliere andranno a cena,
    parleranno dei soliti interessi,
    come sempre l’intesa sarà piena:
    ragion per cui saremo genuflessi.

    Ed alla conclusione del banchetto
    prenderanno commiato i grandi capi:
    “Ciao Tarci, spiega tutto a Benedetto…”
    “E tu fa pur sempre così, ciao Papi!”

     Carlo Cornaglia
     26 agosto 2009


sfoglia luglio        settembre
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.0316480250003224]>