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L'APPELLO


 L’attacco a "Repubblica", di cui la citazione in giudizio per diffamazione è solo l’ultimo episodio, è interpretabile soltanto come un tentativo di ridurre al silenzio la libera stampa, di anestetizzare l’opinione pubblica, di isolarci dalla circolazione internazionale delle informazioni, in definitiva di fare del nostro Paese un’eccezione della democrazia. Le domande poste al Presidente del Consiglio sono domande vere, che hanno suscitato interesse non solo in Italia ma nella stampa di tutto il mondo. Se le si considera "retoriche", perché suggerirebbero risposte non gradite a colui al quale sono rivolte, c’è un solo, facile, modo per smontarle: non tacitare chi le fa, ma rispondere.
Invece, si batte la strada dell’intimidazione di chi esercita il diritto-dovere di "cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, approvata dal consesso delle Nazioni quando era vivo il ricordo della degenerazione dell’informazione in propaganda, sotto i regimi illiberali e antidemocratici del secolo scorso.
Stupisce e preoccupa che queste iniziative non siano non solo stigmatizzate concordemente, ma nemmeno riferite, dagli organi d’informazione e che vi siano giuristi disposti a dare loro forma giuridica, senza considerare il danno che ne viene alla stessa serietà e credibilità del diritto.

Franco Cordero

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky


Financial Times
August 27 2009
We are all watching the Silvio show
by Alexander Stille



No party?

La Repubblica

28 agosto 2009
Annullata cena tra Berlusconi e Bertone
alla Perdonanza andrà Gianni Letta 
La decisione di cancellare l'evento, annunciata dalla sala stampa del Vaticano,
sarebbe stata presa dalla curia aquilana: "Meglio dare quei soldi ai terremotati"

Città del Vaticano - Annullata la cena tra il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi e il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. L'incontro era previsto per stasera all'Aquila, a conclusione delle celebrazioni per la Perdonanza. 
La notizia dell'annullamento è stata diffusa dalla sala stampa della Santa Sede; la stessa sala stampa vaticana ha aggiunto che il presidente del consiglio, "per evitare strumentalizzazioni" ha deciso di inviare all'Aquila in rappresentanza del governo il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta. 
La decisione di annullare la cena è stata presa dalla Curia aquilana e dall'arcivescovo Molinari, che l'avevano promossa inizialmente per ringraziare la Santa Sede e i vescovi per la vicinanza alle popolazioni colpite dal terremoto: "In un secondo tempo - ha spiegato padre Ciro Benedettini, della sala stampa vaticana - si e' preferito cancellare la cena e devolverne il costo a beneficio dei terremotati''. 
A Palazzo Grazioli, poco dopo la dichiarazione del Vaticano sulla cena alla Perdonanza, è iniziato un incontro tra il premier Berlusconi e i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. 


Il Giornale
28 agosto 2009
Boffo, il supercensore condannato per molestie
di Gabriele Villa


SIR Servizio Informazione Religiosa  - Venerdi 28 Agosto 2009
12:35 - DINO BOFFO: QUELLO DI FELTRI È “KILLERAGGIO GIORNALISTICO” 

Pubblichiamo il testo integrale del comunicato di Dino Boffo, direttore di "Avvenire".
La lettura dei giornali di questa mattina mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente «il Giornale» di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie. 
Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l’altro, si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l’operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l’immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi una vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro. 
Al direttore del Giornale ora l’onere di spiegare perché una vicenda di fastidi telefonici consumata nell’inverno del 2001, e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata, la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia.

SIR Servizio Informazione Religiosa  - Venerdi 28 Agosto 2009
12:48 - CEI: “PIENA FIDUCIA” A DINO BOFFO
 

“In merito alle accuse sollevate oggi da un quotidiano, si intende confermare piena fiducia al dott. Dino Boffo, direttore di Avvenire, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza”: questo il comunicato diffuso nella mattinata di oggi dall’Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana.



Lettore minus habens

"Il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti".
(Dalla citazione in giudizio, firmata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 24 agosto 2009, a proposito delle 10 domande che il quotidiano La Repubblica gli ha pubblicamente e ripetutamente rivolto senza ottenere risposta, cfr. "La Repubblica", 28 agosto 2009)

"La cosa più indecente é il totale disprezzo con cui (Silvio Berlusconi, ndr) tratta gli italiani"
(The Times, 1 giugno 2009)




Ma che domande!


"Il primo ministro italiano parteciperà alla 715° Perdonanza celestiniana che si terrà venerdì all'Aquila, la città colpita dal terremoto.
Silvio Berlusconi intende beneficiare di una delle più discutibili pratiche cattoliche?
L'indulgenza lo salverà?"
(John Hooper, guardian.co.uk, 26 agosto 2009)

"All'homo politicus interessa solo la sua riserva di caccia, l'elettorato, e sa bene che la vera indulgenza al riguardo non la si ottiene confessandosi e comunicandosi e facendo tutte le altre pratiche devote prescritte da papa Celestino otto secoli fa, ma semplicemente apparendo in tv accanto al potente porporato sorridente e benevolente. E' questa l'indulgenza che il capo del governo, abilissimo homo politicus, cerca, ed è questa l'indulgenza che il segretario di Stato Vaticano gli concederà, con buona pace della testa di san Giovanni Battista, di Celestino V e della sua Perdonanza. 
Non posso concludere però senza chiedermi se questo spensierato teatro di potenti che si legittimano a vicenda non abbia qualcosa a che fare con quel nichilismo a proposito del quale Benedetto XVI ha avuto di recente parole di pesantissima condanna. Il fatto che la gerarchia della Chiesa cattolica teoreticamente condanni il nichilismo e poi praticamente lo alimenti, si può spiegare solo con una sete infinita di potere, la quale non giace nelle coscienze dei singoli prelati ma è intrinsecamente connaturata alla struttura di cui essi sono al servizio. La cosa è tanto più drammatica perché forse mai come ora gli uomini sentono il bisogno di apprendere l'arte del perdono e della riconciliazione". 
(Vito Mancuso, La Repubblica, 28 agosto 2009)


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