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foto Ambrosiana Pictures su flickr.comIl 3 ottobre 2009 il Tribunale civile di Milano ha emanato la sentenza n. 9656/09 con cui ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per ii danni conseguenti alla corruzione del giudice Metta nella vicenda del lodo Mondadori.
La CIR aveva presentato la propria richiesta di risarcimento il 6 aprile 2004. Il Tribunale di Milano ha quindi riesaminato la fattispecie corruttiva, già accertata in sede penale, per verificare se sussistessero i presupposti per il risarcimento civile richiesto.

(foto Ambrosiana Pictures)

La vicenda era iniziata nel 1988 con gli accordi tra gli azionisti Mondadori per l'attribuzione del controllo societario. Dopo un contenzioso avviato da Fininvest, un lodo arbitrale aveva attribuito a CIR il controllo. Il lodo era stato però impugnato davanti alla Corte d'Appello di Roma (relatore ed estensore: il dott. Metta) che il 24 gennaio 1991 aveva accolto l'impugnazione attribuendo il controllo di Mondadori alla Fininvest. La successiva spartizione del Gruppo Espresso non aveva sostanzialmente modificato i termini della questione.

A metà degli anni '90 con le dichiarazioni di Stefania Ariosto, si sono avviate le indagini sulle vicende corruttive sottostanti alla sentenza di Metta, per le quali furono rinviati a giudizio tre avvocati di Fininvest (Previti, Pacifico, Acampora) e Silvio Berlusconi (poi beneficiario della prescrizione nel 2001 grazie alla concessione delle attenuanti generiche). La sentenza del Tribunale Penale che ha accertato la corruzione risale al 24 aprile 2003.

Il Tribunale civile si è quindi soffermato sulle anomalie nella designazione del giudice Metta come relatore/estensore della sentenza del lodo Mondadori, sulla tempistica e le modalità di dattiloscrittura della sentenza e sulla sua circolazione all'esterno dell'ufficio giudiziario, per concludere concordando con l'accertamento penale. Sul ruolo di Metta all'interno del collegio, il Tribunale ritiene probabile il suo condizionamento degli altri giudici, la cui decisione resterebbe comunque "travolta" dagli effetti della sua corruzione.

Prima di quantificare il danno risarcibile, patrimoniale e non patrimoniale e di condannare alle spese la parte soccombente, il giudice svolge un autonomo accertamento incidentale sulla vicenda corruttiva, che merita di essere letto nelle parole della sentenza:  

"... il giudizio di responsabilità penale nei confronti degli imputati già indicati per la vicenda corruttiva in esame è divenuto irrevocabile, a seguito dei rigetto del ricorso per cassazione proposto dagli imputati contro la sentenza n. 737/2007 della Corte di Appello di Milano, che, in sede di giudizio di rinvio, aveva sostanzialmente confermato il giudizio di responsabilità penale contenuto nella sentenza di primo grado n. 4688 del 2003 del Tribunale di Milano.

Dunque, non essendo stata Fininvest citata nel giudizio penale né essendo essa intervenuta nel medesimo come responsabile civile, il giudicato penale di condanna nei confronti della convenuta non può fare stato nel presente procedimento civile, nel quale questo Tribunale dovrà procedere ad un autonomo giudizio sulla sussistenza della vicenda corruttiva de qua e sulla responsabilità degli imputati già condannati in sede penale.

Peraltro la giurisprudenza di legittimità è costante nel consentire al giudice civile di utilizzare atti e documenti del giudizio penale svoltosi fra le stesse o fra altre parti, imponendo, anche qui, al giudice civile di procedere ad una autonoma valutazione di esse.

... ritiene questo Ufficio che le circostanze finora esposte (omissis) convergono univocamente verso la dimostrazione della sussistenza della corruzione del giudice Metta.

... nei confronti del Berlusconi è stata pronunciata sentenza irrevocabile, che ha dichiarato il reato estinto per prescrizione. (omissis) se il Berlusconi non è stato prosciolto nel merito dalla Corte nella predetta sede, è perché, ad avviso della medesima, non vi era l'evidenza, alla stregua del materiale probatorio allora disponibile, dell'innocenza dell'imputato.

Da un altro punto di vista, deve rilevarsi che la concessione all'imputato delle attenuanti generiche, la quale ha ricondotto il ritenuto reato nell'ambito della prescrizione, non presuppone un giudizio di accertamento positivo sulla sussistenza del fatto e sulla circostanza che l'imputato lo abbia commesso… (omissis) … trattandosi di sentenza non emessa a seguito di giudizio di merito, ma solo a seguito di applicazione di causa estintiva del reato, essa non preclude in alcun modo che, nella presente sede, venga ritenuto " incidenter tantum" che il Berlusconi ha commesso il fatto de qua, ai soli fini civilistici e risarcitori, di cui qui si discute.

Non è quindi assolutamente pensabile che un bonifico dell 'importo di USD 2.732.868 (circa 3 miliardi di lire) potesse essere deciso ed effettuato senza che il legale rappresentante, che era poi anche amministratore della Fininvest, lo sapesse e lo accettasse.

Orbene nella fattispecie abbiamo i seguenti fatti noti: la provenienza della somma di USD 2.732.868 bonificati, in vista delle già dimostrate finalità corruttive, a Previti dai conti All Iberian e Ferrido accertatamene appartenenti a Fininvest e la posizione verticale di Silvio Berlusconi nella stessa Fininvest: da tali fatti noti è d'obbligo inferire l'affermazione del fatto ignoto, e cioè la consapevolezza e l'accettazione dell'inoltro a Previti della provvista corruttiva da parte di Silvio Berlusconi, e ciò sulla base di un criterio di " normalità": vale a dire rientra assolutamente nell'ordinario svolgersi degli accadimenti umani che un bonifico di quella entità poteva essere inoltrato solo sulla base della preventiva accettazione da parte di chi nella compagine sociale, da cui proveniva la somma destinata alla condotta corruttiva, ricopriva una incontrastata posizione verticale.

Pertanto è da ritenere, "incidenter tantum' ed ai soli fini civilistici del presente giudizio, che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva, per cui si procede, corresponsabilità che, come logica conseguenza, comporta, per il principio della responsabilità civile delle società di capitali per il fatto illecito del loro legale rappresentante o amministratore commesso nell'attività gestoria della società medesima, la responsabilità della stessa Fininvest.

Alla responsabilità diretta della Fininvest per l'operato di Silvio Berlusconi si aggiunge … la responsabilità della stessa convenuta ai sensi dell'art. 2049 cc per le condotte poste in essere da Cesare Previti."

Il Tribunale di Milano stabilisce quindi:
 
"...che l'attrice CIR - Compagnie Industriali Riunite spa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, ha diritto, per l'insieme dei fatti ritenuti in motivazione, al risarcimento da parte di Fininvest- Finanziaria di Investimento spa, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, del danno patrimoniaie da perdita di "chance" di un giudizio imparziale e per l'effetto condanna la convenuta, per il titolo risarcitorio dedotto in giudizio, al pagamento, a titolo di danni patrimoniali tutti, della somma di € 749,955.611,93 (euro settecentoquarantanovemilioninovecentocinquantacinquemilasseicentoundici,93), oltre ad interessi legali sulla predetta somma dal di della presente pronuncia al saldo;

condanna inoltre la convenuta al risarcimento dei danni non patrimoniali sopportati dall'attrice per l'effetto della predetta perdita di "chance" riservando la liquidazione di essi ad altro giudizio;

condanna la convenuta alla rifusione in favore dell'attrice delle spese del presente giudizio, che liquida in € 981,80 per anticipazioni, € 6.394,86 per spese, € 16.148,00 per diritti ed € 2.000.000,00 ( duemilioni ) per onorari oltre alle spese generali pari al 12,50 % di diritti ed onorari ed oltre iva e cpa come per legge.                                                             Milano, 3 Ottobre 2009"

Leggi tutta la sentenza

AGGIORNAMENTO:
Fininvest ha proposto appello contro la sentenza e la Corte d'Appello di Milano ha ritenuto di concedere la provvisoria sospensione all'esecutività della sentenza (del Tribunale) impugnata.

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