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    Cuffaro, di Casini la colonna,
    non è stato per mafia condannato.
    Probabilmente grazie alla Madonna
    soltanto cinque anni si è beccato

    per i favori a singoli mafiosi
    e infatti coi cannoli festeggiò,
    freschi, abbondanti, dolci, deliziosi,
    poiché il concorso esterno non scattò.

    “Soltanto cinque anni di galera
    mi ha dato il tribunale in primo grado,
    mi servono di certo a far carriera,
    dalla Regione al Parlamento vado!”

    E infatti fu prontissimo Casini
    a candidarlo a un seggio nel Senato,
    che conquistò coi reverenti inchini
    alla madre di Dio che lo ha salvato.

    Ma Totò ci è cascato nuovamente
    ed il concorso esterno, ahimé, ritorna:
    il solito piemme rosso ardente
    la ritual imputazion gli sforna.

    Reazione? Uguale a quelle del passato:
    “L’accusa è vecchia quanto la mia nonna,
    segno dell’avversion del magistrato…
    Come sempre mi affido alla Madonna.”

    Cosa farà la madre di Gesù
    al momento è impossibile sapere,
    ma un altro tipo con scarse virtù
    desta stupore per le sua preghiere.

    C’è il povero Marrazzo che è in convento
    dopo i rapporti con i transessuali
    e dan notizia del suo pentimento
    ogni giorno oramai tutti i giornali.

    Come Cuffaro parla con Maria,
    per il perdono Piero scrive al Papa:
    “Perdona Santità la colpa mia,
    ma il mondo transessuale assai mi arrapa…”

    Mentre speran che Papa Benedetto
    sia tanto celestial da perdonarlo,
    pensan tutti ai peccati del ducetto
    venendo rosicati da un vil tarlo.

    A chi chiede perdono il presidente,
    peccatore peggior di Belzebù?
    Parla il Berlusca con l’Onnipotente?
    Col Papa, la Madonna o il buon Gesù?

    Un cronista curioso e indelicato
    ha origliato una sera alla sua porta
    ascoltando di Silvio ogni peccato,
    un elenco di colpe di ogni sorta.

    Alla fin della lunga confessione
    ha parlato l’ignoto confessore:
    “Caro Silvio, son solo opere buone
    che hai fatto con giustizia e con amore

    per il bene di tutti gli italiani.
    L’assoluzione che oggi mi chiedi
    non chiederla mai più e da domani
    come hai fatto fin qui, dritto procedi!”

    Guarda dal buco della serratura
    il cronista, temendo che l’orecchio
    abbia necessità di qualche cura…
    Silvio prega davanti ad uno specchio.
              
    Carlo Cornaglia
    26 novembre 2009


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