.
Annunci online

abbonamento
10
commenti


Editoriale del Guardian
16 dicembre 2009

Essere sempre alla ribalta e addossare agli altri la colpa dei propri guai: se ci sono due regole fondamentali che caratterizzano i comportamenti di Berlusconi, eccole qui. Questa settimana, dopo essere stato colpito al volto da un uomo mentalmente disturbato, le ha rispettate entrambe. Mentre l'Italia si macerava da due giorni domandandosi se l'aggressione fosse il prodotto di quello che il presidente del Consiglio ha definito il clima d'odio contro di lui, Berlusconi, dal suo letto d'ospedale, non perdeva tempo e approfittava della solidarietà che in molti gli avevano espresso. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Partito della Libertà, ha dichiarato che l'aggressione era stata fomentata da "una spietata campagna di odio". Cicchitto ha proseguito facendo i nomi di coloro che accusa come responsabili di quella campagna: il quotidiano 'La Repubblica', il settimanale 'L'Espresso', Marco Travaglio, autore di un libro sui presunti rapporti di Berlusconi con la mafia, tutti e due i partiti di opposizione, e alcuni pubblici ministeri. Un elenco mica male. Fare il nome di un giornalista sostenendo che abbia qualcosa a che vedere, direttamente o indirettamente, con un'aggressione da parte di un uomo disturbato è una tecnica sperimentata e collaudata che rimanda a periodi più bui della storia europea.

Non sufficientemente soddisfatto dalle dichiarazioni calunniose, Berlusconi intende varare nuove leggi. Il suo ministro dell'Interno ha annunciato che domani il consiglio dei ministri vaglierà nuove norme, più rigide, sulle pubbliche manifestazioni e valuterà l´eventuale oscuramento dei "siti internet che inneggiano all´odio".

Invece di andare in cerca di capri espiatori, il settantatreenne tycoon farebbe meglio a domandarsi come mai, pochi giorni fa, 250,000 italiani si sono radunati a Roma per un No Berlusconi Day. Nel resto d'Europa e del mondo si svolgono dimostrazioni contro politiche e governi. In Italia la gente dimostra contro un presidente del Consiglio non per quello che rappresenta, ma per quello che é. E lo fa a ragione. Si tratta di un uomo coinvolto in scandali a sfondo sessuale in cui lo si accusa di frequentare prostitute. Dopo aver perso l'immunità deve affrontare due processi, per frode fiscale e per corruzione. E per questo cerca di dare la colpa a giornalisti, quotidiani, e pubblici ministeri che insistono a fare il loro dovere e rifiutano di farsi intimidire da lui.

L'assalto alla persona che ha subito é stato orribile e riprovevole. Ma non esiste una prova che sia stato organizzato da altri. I gruppi spuntati su Facebook che inneggiavano all'assalitore pentito sono di cattivo gusto, madavvero non giustificano un giro di vite come se fossero siti internet che incitano alla violenza. Questa è una reazione degna di una repubblica centroasiatica.

Invece di assecondare Berlusconi quando si esibisce in qualche pagliacciata per attirare l'attenzione su di sé ai meeting, come a Londra, al G20, i leader internazionali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile.

sfoglia novembre        gennaio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.02932095000142]>