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Buongiorno a tutti, oggi siamo a Roma alla redazione de Il Fatto, questo è l’ufficio del Direttore Padellaro che è in riunione e quindi mi sono imbucato per qualche minuto per parlarvi di una vicenda che è veramente ai confini della realtà o forse sta nel pieno della nostra realtà, ma che come ha scritto Michele Serra, dimostra tra l’altro che siamo un paese per vecchi anche per quanto riguarda i faccendieri, non c’è ricambio tra i faccendieri, arrestano sempre i soliti.

Nuova P2, vecchi piduisti
Flavio Carboni ha 78 anni, credo che abbia più arresti all’attivo che capelli in testa, infatti ha il parrucchino, ha 3 bypass eppure è sempre in piena attività illecita secondo i magistrati.
Ma oggi non parleremo di reati chi se ne importa dei reati, quello che è importante è vedere i comportamenti che emergono dalle intercettazioni che forse sono tra le ultime che si riusciranno a fare prima che si abbatta sulla Magistratura la mannaia della legge Bavaglio, la vicenda è molto interessante proprio perché Flavio Carboni è un pregiudicato, un plurirecidivo, è noto a tutti, tutti conoscono il suo volto in quanto fin da quando avevamo i pantaloni corti e andavamo all’asilo nido sentivamo parlare del faccendiere Carboni che era finito in galera per l’omicidio Calvi, per la borsa di Calvi, per questa truffa, per quel pasticcio etc..
E’ stato condannato a 8 anni per la bancarotta fraudolenta dell’Ambrosiano, la più enorme bancarotta fraudolenta della storia d’Europa prima del crac Parmalat, la bancarotta che ha rovinato decine di migliaia di famiglie, uno così in un altro Paese non so se sarebbe ancora in galera, forse sì e quindi non ci sarebbe bisogno di rimettercelo ogni tanto, certamente non verrebbe invitato nei salotti buoni della politica, perché quando uno è bruciato, è bruciato, almeno questa dovrebbe essere la regola, da noi invece ogni volta che vengono arrestati o condannati acquistano dei punti da inserire nel curriculum, quindi noi ritroviamo Flavio Carboni insieme a altri “faccendieri” gestire riunioni nella casa privata del coordinatore del Popolo delle libertà, uno dei tre triumviri Verdini, gli altri due sono Bondi e La Russa.

Verdini è l’azionista di maggioranza, che ci facevano a casa di Verdini? Si occupavano o tentavano, a volte ci riuscivano e a volte no, di pilotare vicende giudiziarie, di aggiustare vicende giudiziarie, si occupavano di nomine, promozione di magistrati, punizioni di magistrati che non rigavano diritto, con ispezioni ministeriali, spesso a queste simposi partecipava il capo dell’ispettorato del Ministero della Giustizia, il chiacchieratissimo giudice napoletano Arcibaldo Miller, c’era il sottosegretario alla giustizia Caliendo che è un ex magistrato e che è fedelissimo del cosiddetto Ministro della Giustizia Alfano, quindi promuovere i magistrati che rigano dritto, punire i magistrati che deviano, influenzare verdetti della Corte di Cassazione, per esempio quello che doveva annullare il mandato di cattura spiccato dal G.I.P. di Napoli contro il sottosegretario Cosentino per camorra, decidere chi doveva andare a fare il Presidente della Corte d’Appello di Milano tra un magistrato, oltre che di magistratura democratica anche di grandissima esperienza, un certo Rordorf, e invece un magistrato un po’ così, così che piaceva a questa cricca, un certo Marra, naturalmente ha vinto Marra e ha vinto Marra perché il Vicepresidente del Csm Mancino che risulta dalle intercettazioni contattato da questi faccendieri, all’ultimo momento ha cambiato posizione, sembrava dovesse votare per Rordorf, invece ha votato per Marra.
 
Questa è l’attività che si è scoperta grazie a intercettazioni telefoniche di questa banda, faccio una previsione, penso che prima o poi scopriremo che queste stesse persone o altre persone con gli stessi sistemi hanno trafficato per far fuori Clementina Forleo, Luigi De Magistris, il Procuratore di Salerno Apicella e i suoi sostituti Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani perché la logica è esattamente questa, a me sembra che l’aspetto più interessante di questa indagine in attesa di sapere se è vero che c’è la nuova P2, se è la vecchia, se è una P3, se ci sono dei reati in queste vicende, se non ci sono, la cosa più interessante di questa vicenda è che questa vicenda smonta ancora una volta uno dei luoghi comuni che ci sono stati propinati martellantemente per 15 anni, che il problema in Italia sarebbe la magistratura politicizzata e fino a qui sono d’accordo, la magistratura non deve essere politicizzata, ma chi sono i magistrati politicizzati? Se qualcuno fa una domanda per la strada: chi sono i magistrati politicizzati si sentirà rispondere regolarmente che sono i magistrati del pool di mani pulite che hanno fatto le indagini di mani pulite, uno dei quali poi si è dimesso dalla magistratura e è entrato in politica, sentirete dire che i magistrati politicizzati sono i PM del pool di Palermo che hanno processato molti politici della prima e anche qualcuno della seconda Repubblica e che adesso stanno indagando sui mandanti occulti delle stragi, i magistrati politicizzati sono quelli che hanno indagato sul sequestro di Abu Omar da parte di spie italiane e americane, sono quelli che volevano fregare il povero D’Alema e il povero Consorte ai tempi delle scalate bancarie, sono quei magistrati che si occupano di politici, quelli sarebbero i magistrati politicizzati e siccome i politici sono di varia colorazione, i magistrati politicizzati a volte vengono identificati come magistrati di sinistra, a volte come magistrati di destra a seconda del colore dei loro indagati. A volte quando poi indagano sia su quelli di destra che su quelli di sinistra allora si dice che sono mandati dalla Cia o dal KGB o dai poteri forti o dalla Spectre per delegittimare l’intera classe politica e prendere il potere come i golpisti in Grecia, in Turchia o in SudAmerica.

Per fortuna poi vengono fuori queste intercettazioni e si capisce che il problema sono i giudici politicizzati, sono i PM politicizzati, chi sono? Sono quelli che prendono ordini o ricevono favori o accettano intimidazioni dai politici e dalle cricche che fanno da cerniera tra il mondo del potere politico, economico – finanziario e la magistratura, i Carboni, Carboni lo dice in un’intervista: io propizio transazioni, io metto in contatto persone, io – dice a un certo punto in un’intervista al Corriere della sera ieri mattina, naturalmente è stata nascosta in basso a sinistra con un titolo “Carboni legge Schopenhauer e scrive a parenti e politici” dice – sono anticlericale ma anche religioso, la politica è fatta di compromessi e sono quelli che li fa raggiungere, mi occupo soltanto di affari di stato, di operazioni che riguardano lo Stato non le basterebbe un mese se le dovessi raccontare tutta la mia vita, ma per adesso si accontenti, sono io che ho coperto la testa di Silvio Berlusconi, io che gli ho dato anche una delle case dove sta”, la casa è Villa Certosa che prima era di Carboni e poi è stata venduta a Berlusconi che era socio suo in molti affari in Sardegna, coprire la testa di Silvio Berlusconi cosa vuole dire? Mettergli il parrucchino? No il parrucchino ce l’ha Carboni, Berlusconi ce l'ha coperta di bitume, allora coprire la testa di Silvio Berlusconi può voler dire soltanto un’altra cosa, cioè che Carboni è uno dei protettori di Silvio Berlusconi, peraltro stavano insieme nella loggia massonica P2, non c’è bisogno di immaginare la P3 per notare che c’è una comune fratellanza massonica che dura nei decenni, tant’è che sono passati, l’anno prossimo farà 30 anni allo scandalo dell’P2 il 1981 e ancora ci sono queste solidissime solidarietà e troviamo nello stesso salotto di casa Verdini il piduista Carboni condannato in via definitiva per il crac dell’Ambrosiano e il coordinatore del partito di maggioranza relativa Denis Verdini, di cosa si occupano?

Di mettere un giudice possibilmente amico alla Corte d’Appello di Milano dove passano i processi a Berlusconi, di intervenire presso la Corte Costituzionale per bloccare la maggioranza che voleva dire no al lodo Alfano in quanto incostituzionale, ancora una volta a protezione di Berlusconi, volevano salvare dall’arresto il sottosegretario Cosentino, volevano sputtanare con un falso dossier il rivale in Campania di Cosentino, Caldoro che fu poi candidato e eletto governatore della Campania, in quanto Cosentino era stato messo fuori gioco, soprattutto per pressione dei finiani e dato che era passato Caldoro, bisognava sputtanare anche lui perché? Perché quando la camorra deve dimostrare di controllare il territorio non può permettere l’elezione di uno che ha osato prendere il posto di un uomo della camorra e quindi Caldoro doveva pagare, doveva perdere anche a costo di far vincere il centro-sinistra, giocavano contro il proprio partito pur di non accreditare un rivale di Cosentino e quindi c’era un dossier pronto a base di trans e di altre cose sul modello di quello che era successo a Marrazzo.


Magistratura politicizzata
Di questo si occupavano, la cosa interessante è che ogni volta che questi signori facevano una telefonata per ottenere una decisione di favore che fosse esattamente il contrario di quella buona e di quella giusta perché?Perché i giudici prendano decisioni buone e giuste non c’è bisogno di telefonare, se uno telefona è perché vuole sincerarsi che il giudice faccia giustizia, perché se il giudice fa giustizia non c’è bisogno di premere su di lui, si preme per ottenere una decisione contraria alla giustizia e ogni volta che questi signori facevano le loro pressioni cosa succedeva? Succedeva che trovavano udienza, chi di dovere rispondeva, ex Presidente della Corte Costituzionale, Presidente della Cassazione, candidati alla Corte d’Appello di Milano rispondevano a questi faccendierucoli che sono imbarazzanti per il loro livello e il loro eloquio, basta leggere brani di queste intercettazioni e parlano un italiano improbabile che sembrano usciti da un film di Bombolo, Cannavale e Lino Banfi, ma Lino Banfi forse è troppo forbito per loro e questi trovavano immediatamente udienza e parlavano con altissimi magistrati che poi naturalmente fanno parte di diritto del plenum del Csm al fianco del Presidente della Repubblica e del Vicepresidente Mancino e poi parlano con questi Gennarini e con questi Peppinielli con una dimestichezza e con una familiarità che sgomentano!
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Questo è il problema, questa è la magistratura politicizzata, casualmente in queste intercettazioni voi non troverete mai per il passato i Di Pietro, i Davigo, i Colombo, i Greco, i Borrelli, i D'Ambrosio e oggi non troverete mai quelli che ci vengono dipinti come i magistrati politicizzati, i De Magistris, i Woodcock, le Forleo, gli Spataro, i Caselli, gli Ingroia, gli Scarpinato, i Tescaroli e tanti altri, questi non li troverete mai, troviamo sempre questo sottobosco romano dove ci sono pezzi di Cassazione, pezzi di Csm, pezzi di Anm, politici, faccendieri, in un paese dove i controllori e i controllati sono abituati a fare pappa e ciccia, a stare nelle stesse case, negli stessi salotti, chi ne avesse bisogno di una scena recente per farsi un’idea di cos’è il potere in Italia, la formazione della cena in casa Vespa giovedì sera, quando nella casa di proprietà di propaganda Fide, procurata dal Cardinale Sepe a Bruno Vespa che dice di pagare un affitto di 10 mila Euro per una splendida casa con terrazza su Trinità dei Monti, si sono ritrovati: Vespa, la moglie di Vespa Augusta Iannini, giudice di Roma, da anni dirigente del Ministero della giustizia, capo dell’ufficio legislativo, è quella che mette in italiano le leggi che scrive Alfano in ostrogoto, Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il già Vicepresidente di Mediaset, la moglie di Gianni Letta autrice della famosa crostata davanti alla quale si stipulò il patto della crostata della bicamerale nel 1997, il Cardinale Tarcisio Bertone segretario di Stato Vaticano, Pierferdinando Casini concupito da Berlusconi per il riempire il vuoto di 40 deputati finiani che potrebbe crearsi in caso di divorzio tra Berlusconi e Fini, Silvio Berlusconi Presidente del Consiglio, padrone di Mediaset e tutto quello che sappiamo, accompagnato dalla figlia che sta il patto di sindacato di MedioBanca che ha un piedino nel Corriere della Sera e che è Presidente della Mondadori, questa formazione, un giornalista della RAI, una giudice, ho dimenticato il banchiere Geronzi, ora Presidente di Assicurazioni Generali, imputato per il crac Cirio di Parmalat.
Quindi giudice, giornalista, politici, Cardinale, finanziere, altro politico anfibio d’azienda come Letta e dimenticavo il Governatore della Banca d’Italia Draghi, scopo della serata ufficiale, festeggiare i 50 anni di giornalismo di Bruno Vespa, 50 anni di giornalismo, lo chiama giornalismo lui questa robaccia, scopo reale della serata: tentare di riavvicinare i due amanti perduti in freddo Pierferdinando Casini e Silvio Berlusconi, il tutto ufficiato da un giornalista con il contorno di Cardinali, imputati, giudice, finanzieri e il controllore della finanza italiana Draghi, quindi questo è il sistema che viene fuori e c’è sempre purtroppo la presenza di un magistrato, solitamente romano a rinverdire i fasti del meraviglioso porto delle nebbie, questo è il problema, quando si sente parlare di magistratura politicizzata bisognerebbe fare mente locale e pensare al fatto che più ci si avvicina ai luoghi del potere, come Roma e più si trovano magistrati che hanno evidentemente perso completamente il senso della loro missione o sono considerati avvicinabili per favori, non è necessario neanche comprarseli come avveniva una volta ai tempi di Previti, qui non girano soldi per pagare giudici, qui è tutto un sistema gelatinoso, dove uno telefona all’altro, uno è amico dell’altro, uno chiede un favore per l’altro, la cosa divertente è come i giornali di centro-destra trattano questa vicenda, invece di dire: avete visto, esistono i giudici politicizzati, sono gli amici nostri, sono gli amici del governo, sono i giudici di regime, se ne escono con dei pezzi in cui si cerca di sminuire questa nuova P2, dipingendola come una storiella da Totò e Peppino, da Banda degli onesti, c’è un articolo fantastico di Gianluigi Nuzi su Libero di mercoledì che diceva che stanno cercando di attribuire addirittura un omicidio a Berlusconi, perché? Perché non c’è niente da fare, Silvio avrà mille difetti ma non è tipo che si sporca con le tangenti, è ricco di suo! Pensate Berlusconi che ha passato la vita con le tangenti in bocca, viene dipinto dai suoi giornali come uno che per carità, mille difetti, ma le tangenti assolutamente no!
Poi abbiamo le parole che emergono da queste intercettazioni, i protagonisti di questa storia sono, oltre a Verdini, toscano che ha una banca, il Credito Fiorentino e è anche coordinatore di un partito, invece di risolvere il conflitto di interessi di Berlusconi per cui è considerato normale che uno abbia una banca proprio sua, di proprietà e faccia il politico e non debba mollare la banca e è la banca da cui sarebbero passati i soldi raccolti da Carboni in una cordata di imprenditori interessati all’affare delle pale eoliche e non è un affare in quanto produce energia, è un affare in succhia fondi europei per erigere ogni pala eolica, poi la pala eolica anche se resta ferma non c’è problema perché? Perché questi si sono già arraffati i fondi europei per metterla su e sono già scappati con la cassa, questo faccendiere coagula questo gruppo di imprenditori per l’affare dell’eolico in Sardegna, dopodiché cosa succede? Succede che interviene la politica naturalmente, bisogna ungere le ruote dei politici e allora ecco che un po’ di soldi di quella cordata Carboni li dirotta sul Credito Fiorentino di Verdini, sottoforma di quote da acquistare del giornale della Toscana che è la succursale del giornale di Berlusconi a Firenze e in Toscana, messo su da Verdini che naviga in pessime acque, anche perché è inguardabile! Questo è Verdini.
Il primo invece degli arrestati, Verdini è indagato per corruzione e per associazione segreta, per avere ricostituito in qualche modo l’P2 , violazione della legge che vieta le società segrete. Il primo degli arrestati è un certo Pasqualino Lombardi, quest’ultimo è un politico di lungo corso avellinese che è quello che vanta amicizie altolocate, compresa quella del Vicepresidente del Csm Mancino e poi c’è Arcangelo Martino, quest’ultimo è un ex socialista condannato, credo per concussione, napoletano che qualcuno di voi ricorderà l’estate scorsa, proprio in questi giorni intervenire in difesa di Berlusconi, quando Berlusconi aveva un problema, non riusciva a spiegare credibilmente come è possibile che uno così importante come lui, prendesse l’elicottero o l’aereo da Milano e andasse a Casoria sulla circonvallazione a una festa di una ragazza in un posto dove di solito si sposano o si sparano ai camorristi, la ragazza era Noemi Letizia, compiva 18 anni, quindi fino al giorno prima era minorenne, Berlusconi e la ragazza continuavano a dare delle versioni contraddittorie che non stavano in piedi, poi saltò fuori questo Martino e disse: ha ragione Berlusconi, sono testimone, Berlusconi conobbe il padre di Noemi Letizia all’Hotel Raphael a Roma durante un incontro con Craxi e lì proprio scoccò la scintilla e lui diventò amico intimo di questo messo comunale dell’area vesuviana, al punto che il padre di Noemi, il messo comunale, telefonava ogni tanto a Berlusconi su un cellulare privato, Berlusconi gli rispondeva e tac, andava addirittura alle feste della figlia con il gioiellino in regalo, era ovviamente una bufala clamorosa, una delle tante costruite per mettere una pezza su quella vicenda imbarazzante, il Presidente del Consiglio che frequenta minorenni per stessa ammissione di sua moglie, Martino fornì l’alibi fasullo, quindi hanno arrestato lui, questo Pasqualino Lombardi e ovviamente il Flavio Carboni.


Su cosa lavorava l'associazione segreta
Il sistema degli scambi di favori riguardava, come abbiamo detto, 3 o 4 vicende: la prima è la Corte Costituzionale che il 6 ottobre 2009 doveva sentenziare sul lodo Alfano, grande agitazione perché sapevano tutti che il lodo Alfano era incostituzionale e quindi bisognava portare un po’ di giudici a votare contro la loro coscienza e contro la Costituzione.Quindi inizia questo reticolato dove entrano varie merci di scambio, per esempio c’è Pasqualino Lombardi, questo democristiano avellinese che parla con Cosentino, sottosegretario al tesoro e gli dice: “lui è rimasto soddisfatto per quello che stiamo facendo per il 6, l’udienza della Consunta sul lodo, allora giustamente quello che diceva Arcangelo, lui ci deve dare qualcosa e ci deve dare te e non ha da scassare il cazzo, ti pare?” Questo lui che sarebbe contento dell’attività di questa cricca sulla Corte Costituzionale sarebbe Verdini che si era incontrato con lo stesso Lombardi, con Martino quello dell’alibi falso per il caso Noemi, il sottosegretario della giustizia Caliendo, il capo degli ispettori ministeriali Miller e la presenza fissa di Marcello Dell’Utri, quest’ultimo anche in questo scandalo entra perché pare faccia parte di questo giro, infatti i giudici di Roma stanno valutando la sua posizione, perché per fortuna a Roma ci sono anche dei pubblici Ministeri e dei giudici con i fiocchi naturalmente, quando prima parlavo di porto delle nebbie, parlo di pezzi di Palazzo di Giustizia a Roma che sono ancora inquinati, ma certamente non tutti, tant’è che questa inchiesta la fa proprio la Procura di Roma.
Ecco la società segreta era formata da questi signori e cosa volevano questi signori? Da un lato volevano un appoggio a Cosentino sul fronte del mandato di cattura e dall’altro lato si interveniva sulla Corte Costituzionale per ribaltare la maggioranza e fare confermare e approvare il lodo Alfano. Questo Lombardi parla con Martino il 28 settembre dell’anno scorso, è stato fatto e si sta facendo quello che bisogna fare, però molto quietamente senza esporsi, perché si stanno interessando migliaia di persone, non una, chiamano tutti i politici che conoscono e vedono se questi politici conoscono qualche giudice costituzionale, viene contattato il solito Renzo Lusetti, già PD ora nell’Ap di Rutelli, indagato a suo tempo a Napoli per lo scandalo Romeo, tu tieni qualche amico nella Corte Costituzionale? Dopodiché incredibile la telefonata di questo Pasqualino Lombardi al Presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, uno tutto pieno di pizzi, ermellini e cosa… perché Lombardi vuole sapere se una giudice che sembrava indecisa sul lodo, Maria Rita Saulle, fosse amica sua, sentite cosa gli dice questo faccendierucolo avellinese, irpino a un Presidente emerito della Corte “quella della Consulta che è la donna, dice che è sua amica, possiamo intervenire almeno su questa signora?” al telefono, Mirabelli all’inizio prova a schermirsi un po’ dice “ma non è che gli interventi valgano granché” allora Lombardi lo azzanna e dice “abbiamo fatto un po’ tutto noi, abbiamo fatto perlomeno accertare di raggiungere un po’ quasi tutti e le dico il risultato 4 negativi, 5 positivi, 3 ni, vedi un po’ se sulla signora possiamo avere un riscontro” quindi altro che banda degli onesti Totò e Peppino, questi erano riusciti a catturare 5 giudici costituzionali su 15, alcuni non c’erano neanche di catturarlo perché ricorderete che il Giudice Napolitano e il Giudice Mazzella si erano incontrati a cena con Berlusconi, con Alfano e con Gianni Letta per discutere proprio alla vigilia della decisione del lodo Alfano.
Mirabelli tenta di chiamarsi ancora un po’ fuori e poi questo Lombardi che è un geometra di Avellino che faceva il giudice tributario gli diceva “ci vuole un’ultima pressione, ci sentiamo domani, professore mi stanno mettendo in croce gli amici miei che poi sono anche amici suoi eh!” l’amicizia, poi ci sono altre chiamate, ci sono chiamate in vernacolo “chiama chi devi chiamà e digli che non hanno a scassà o cazzo che facciano queste belle cose e che a un certo momento lo devono dire a chi lo devono dire” dice Pasquale a Martino e poi ancora, ormai mancano pochissimi giorni alla sentenza della Consulta “oggi parlargliene, gli posso parlà pure io, andò sta? Sta fora, vedi un po’ in modo che pure io, perché non è possibile che ca facimmo le farfalle” hai capito, le farfalle non esistono, esistono gli elefanti forti e pesanti, pure immaginifici sono questi, alla fine c’è un mandalo a fanculo perché questo non porta voti e poi viene da noi!
Queste cose farebbero ridere se non fossero delle conversazione che riguardano decisioni cruciali per la nostra democrazia, come quelle sul lodo Alfano o come quella sull’arresto di un sottosegretario che non se ne va, alle quali partecipano un Senatore che non se ne va, ricondannato da poco per mafia, cioè Dell’Utri e un coordinatore nazionale di un partito di maggioranza relativa, chi è se ne è andato per ora? Se ne è andato uno dei giudici che facevano parte di queste riunioni, Martone che non è un fungo o un reietto, è stato Presidente dell’Associazione nazionale Magistrati, si è dimesso oggi, e si è dimesso l’Assessore di Napoli che stava organizzando per conto degli amici di Cosentino il dossier per dipingere il nuovo governatore Caldoro come un frequentatore di trans, e era Assessore della Giunta Caldoro e ha dovuto lasciare la Giunta Caldoro, perché come fa Caldoro a avere un assessore all’avvocatura, tra l’altro, che gli fabbrica i dossier contro? Pensate a quelle livello si è arrivati.


"Statte buono" 
L’ultima cosa che è particolarmente inquietante riguarda l’ex Presidente fino a un mese fa della Corte Suprema di Cassazione, Vincenzo Carbone, lo chiama il solito Pasqualino Lombardi, il geometra. Gli dice “Presidente quando?” l’altro già sa, invece di dire: ma cosa stai dicendo, ma chi sei? Ma hai sbagliato numero!, “Presidente quando?” risposta “28 gennaio” Lombardi “ah 28 gennaio? E non possiamo fare un po’ prima?” Carbone primo Presidente della Cassazione, ermellini, pizzi, toghe porpora, nappine, nocchi in testa, Carbone “statte buono” questo è il primo Presidente della Cassazione, sapete di cosa parlavano? Del ricorso in Cassazione contro l’ordinanza di cattura per Cosentino, stavano decidendo addirittura la data, la volevano anticipare. Il 26 gennaio, 2 giorni prima del 28, quando ci sarà l’udienza, Lombardi richiama Carbone, anzi no il 17 gennaio, 11 giorni prima dell’udienza, Lombardi chiama il Presidente della Cassazione e gli dice: ieri sono stato con molti amici bravi, poi il 25, 3 giorni prima dice a Cosentino “tu domani mattina te ne vai un po’ da Gianni Letta, mi segui?” il giorno dopo, il 26, due giorni prima della sentenza, Lombardi richiama Carbone e gli dice “stammi a sentire, ti ha chiamato Letta?” carboni “no, perché?”, Lombardi “ti doveva chiamare!” a Carbone avevano detto che dato che stava per andare in pensione, gli avrebbero prorogato la presidenza della Cassazione per altri due anni, chi? Il governo Berlusconi, infatti in un’altra telefonata si sente Carbone dire “Io che faccio dopo la pensione?” il governo stava apparecchiandogli una soluzione, tenerlo altri due anni, se leggete l’altro giorno i giornali, troverete Carbone che è appena andato in pensione da primo Presidente della Cassazione, candidato alla Presidenza della Consob o di un’altra delle Authority che stanno rinnovando in questi giorni “io che faccio dopo la pensione?” notate che i magistrati vanno in pensione a 75 anni, questo non sapeva che fare a 75 anni, bisognava trovargli un altro posto, del resto Carboni a 78 anni ancora un’attività, aveva messo in piedi la P3 e l’hanno di nuovo arrestato.
Poi c’è questo Marra, il Presidente in carica attualmente della Corte d’Appello di Milano e viene chiamato Fofò dagli amici, lui si chiama Alfonso e c’è tutta un’opera per far passare lui al posto di un altro più titolato di lui che si chiama Rordorf e ci sono tutti questi Lombardi etc. che a un certo punto assicurano che Mancino farà il ribaltone e all’ultimo momento, mentre tutti aspettano che voti Rordorf, voterà Marra e alla fine Mancino farà esattamente così, voterà Marra, una vicenda che ricorda un po’ quella in cui il Csm doveva nominare Falcone consigliere istruttore a Palermo e poi ci furono alcuni voltafaccia dell’ultim’ora per cui passò il giudice Meli e Borsellino in un famoso incontro pubblico parlò di un Giuda che aveva fatto balenare l’elezione a Falcone e poi aveva votato dall’altra parte.
Ecco, quando sentite parlare di magistrati politicizzati pensate a questi, quando sentite parlare di uso politico della giustizia, pensate al dossier che stavano fabbricando quelli di centro-destra banda Cosentino, contro quelli di centro-destra giro Caldoro e quando qualcuno parla di De Magistris o della vicenda che ha riguardato Clementina Forleo o della vicenda che ha riguardato i PM di Salerno cacciati dai loro uffici e buttati fuori addirittura dalla loro Regione, la Campania, per non parlare del Procuratore Apicella che è stato mandato via dalla magistratura, mentre De Magristris è stato mandato a Napoli con il divieto di fare mai più il Pubblico Ministero esattamente come è accaduto a Nuzi e Verasani, ricordatevi che le ispezioni contro questi magistrati le ha dirette Arcibaldo Miller che faceva parte di questo bel giro, i procedimenti disciplinari sono stati istruiti da una Procura Generale della Cassazione dove uno dei domini era Martone, quello che si è dimesso e le sezioni unite della Cassazione che hanno esaminato i ricorsi di questi magistrati contro le punizioni ingiuste che hanno subito, le sezioni unite erano presiedute da Carbone, il faccendiere geometra di Avellino Lombardi chiamava Presidè e a cui dava del tu, quello stesso Carbone che in quel periodo si stava domandando che cosa avrebbe trovato il potere politico per fargli fare qualcosa dopo il pensionamento a 75 anni.


Se i magistrati scomodi finiscono in mano a una tenaglia di questo genere, vi rendete conto del perché quelli scomodi vengono buttati fuori dal Csm e poi la Cassazione di Carbone conferma queste porcherie, mentre invece i magistrati veramente politicizzati non se ne vanno mai, salvo naturalmente quando vengono presi con le mani nel sacco, passate parola e continuate a seguire queste vicende su Il Fatto Quotidiano, buona settimana!

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