Blog: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it

Fini a passeggio

Foto di comparsita da flickr.comOgni volta che in Italia accade un guaio, Gianfranco Fini ci passeggia dentro. L’altro giorno si è fatto un giro a Napoli, tra le lische di acciughe, mille quintali di pummarola marcia, un milione di sacchetti di cellophan, le plebi plaudenti dei Quartieri spagnoli e un paio di operatori tv.

Camminava calmo, riflettendo, conversando. Con la sigaretta in una mano e La Russa nell’altra.
Un mese fa, con lo stesso rallenty di gesti e di parole, Fini è comparso tra le sterpaglie di Tor Di Quinto, periferia romana, dove una manciata di ore prima era stato ritrovato il corpo massacrato di Giovanna Reggiani. Anche lì a documentare tanta afflizione c’erano cameramen, fotografi, taccuini. La sigaretta per una volta era spenta, La Russa invece rimaneva acceso.

Durante le sue passeggiate Gianfranco Fini si attiene al tema che di volta in volta suggeriscono il paesaggio e l’evento. A Tor Di Quinto ha dettato asciutti strali contro l’immigrazione clandestina, i campi rom e le lentezze burocratiche delle espulsioni. Per poi chiedere le dimissioni del sindaco e in subordine del governo.

A Napoli era ancora più facile: abbasso la spazzatura, abbasso Jervolino, Bassolino, Prodi. Sempre turandosi il naso e la memoria. Sempre dimenticando di essere stato per cinque anni al governo. Sempre buttando la cenere per terra, un po’ di propaganda in prima pagina e un La Russa che segue. 


Segnalazioni

Antimafia, magistratura e informazione ai tempi del centrosinistra: cosa avrebbe fatto e scritto Beppe Alfano.
Barcellona Pozzo di Gotto, 8 gennaio 2008
Gli interventi si possono ascoltare su radioradicale.it

Pubblicato il 9/1/2008 alle 19.24 nella rubrica Pino Corrias.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web