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Ma anche sì


Non voterò Mastella che ahinoi sta fuori a questo giro, per crudeltà mediatica. E rimarrà in vacanza con la sua scorta di polizia penitenziaria e moglie.
Non voterò Bertinotti che non ha mai sognato contratti metalmeccanici, ma direttamente la presa del Palazzo e lo ha pure realizzato, in proprio, con quello di Montecitorio.
Non voterò Casini uscito dalla cecità, evviva, con il nuovo incanto di moglie e figlioletta, il vestito blu, il capello brizzolato e un bel viale al tramonto, come nelle fiction.
Non voterò Bossi che sta davvero male, lo usano, si fa usare, vive in un mondo suo, con l’ampolla, i draghi, i ringhianti commercialisti del Po.   
Non voterò Berlusoni, Dell’Utri, De Gregorio, né altri santi (o eroi) di ulteriori mandamenti d’Italia nerissima, compreso il redivido Ciarrapico e il defunto Mangano

Voterei volentieri Romano Prodi, abitassi a Bologna. Voterei volentieri Anna Finocchiaro, abitassi a Palermo. Voterei volentieri Pier Luigi Bersani oppure anche Rosi Bindi.

Voterò volentieri Walter Veltroni, abitando a Roma. Il quale ha fatto una campagna elettorale come si doveva, parlandoci di un’Italia verosimile da rinsaldare, ma senza furori, intorno ai buoni principi del vivere civile. Sapendo che quel che conta è la redistribuzione delle risorse e delle opportunità, la lotta ai privilegi, la condivisione dei doveri e dei diritti. Che la politica è fare bene una strada, una scuola, un asilo. Dire la verità. Agire nella legalità. E pensare insieme a un po’ di futuro con giusta proporzione di ossigeno, immaginazione, ideali.

Pubblicato il 11/4/2008 alle 18.6 nella rubrica Pino Corrias.

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