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Un voto contro


Andrò a votare e voterò Italia dei valori. Nel momento in cui Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri escono allo scoperto e, pur di avere la maggioranza al senato, non esitano ad elogiare l'omertà del boss Vittorio Mangano penso che sia necessario dare forza a chi dice chiaramente di no alla mafia. Arrivati a questo punto astenersi non serve. Ci sono mille ragioni per non condividere tutto il programma, tutti i comportamenti e tutti i pensieri del candidato premier Walter Veltroni, sostenuto da Antonio Di Pietro, ma è evidente che Veltroni e Berlusconi non sono la stessa cosa.

Certo alcune delle candidature del Pd lasciano molto a desiderare (per usare un eufemismo), ma percentualmente le liste del centrosinistra sono molto meglio di quelle del centrodestra. Ad ogni Mirello Crisafulli presente da questa parte, dall'altra ve ne sono almeno cinque. E in ogni caso scegliere nel centrosinistra gli aspiranti parlamentari dell'IdV un risultato lo porta: qualunque sia l'esisto delle elezioni avremo a Montecitorio e Palazzo Madama una pattuglia di uomini e donne pronti a battersi per la legge sul conflitto d'interessi, per l'antiracket, per la lotta alla corruzione. Inoltre se vincerà il centrosinistra o se la sconfitta sarà di misura, con tutta probabilità si tornerà alle urne non appena verrà approvata una nuova legge elettorale. Se invece la vittoria di Berlusconi sarà larga al voto si tornerà tra cinque anni.

Invito tutti quindi a pensare che cosa è accaduto tra il 2001 e il 2006 quando il nostro Paese è corso a grandi passi verso il regime con i servizi segreti che spiavano giornalisti e magistrati, con le epurazioni e le censure in Rai, con la grande stampa internazionale che ogni giorno metteva alla berlina l'Italia e il suo esecutivo. Non c'è una sola ragione per pensare che la  prossima volta andrà diversamente. Berlusconi, del resto, nelle scorse settimane è stato chiaro: vuole reintrodurre l'immunità parlamentare, vietare le intercettazioni telefoniche, mettere nuovamente e più a fondo le mani sulla tv pubblica. Evitare tutto questo penso che sia un preciso dovere di chi ha a cuore la libertà.

Voterò, insomma, e il mio non sarà un voto per Veltroni, ma un voto contro Berlusconi. O se preferite un voto turandosi il naso. Ma in maniera ponderata, convinta, consapevole.  

Pubblicato il 11/4/2008 alle 18.38 nella rubrica Peter Gomez.

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