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Il Consiglio di stato pronuncia cinque sentenze e ordina al Governo la soluzione della questione Europa7.

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Il 31 maggio 2008 il Consiglio di stato ha comunicato l'emanazione di alcune sentenze relative alle impugnazioni pendenti sul caso Europa 7. In particolare, una decisione ha rigettato l'impugnazione di RTI (Mediaset) contro una sentenza del Tar del 16 settembre 2004, rimettendo al Ministro delle Comunicazioni (o al sottosegretario competente) gli adempimenti necessari a regolarizzare il sistema radiotelevisivo imposti all'Italia (anche) dalla Corte di giustizia delle comunità europee. In un altro procedimento, il Consiglio non ha accolto la richiesta di risarcimento di Centro Europa7 fissando una nuova udienza a fine 2008.  Leggi il post di Marco Travaglio del 1 giugno

                                    
                                        Le sentenze sono state pubblicate il 3 giugno 2008
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alessio95 flickr.comLeggi il testo della sentenza n. 2622/08
Il procedimento è quello da cui è nato il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia deciso il 31 gennaio 2008. Si tratta di una sentenza non definitiva, che respinge la richiesta di Centro Europa 7 di assegnazione coattiva delle frequenze che le spettano in base alla concessione, perchè il diritto amministrativo non consente di obbligare l'amministrazione ad un "fare", come forma di risarcimento. Per quanto riguarda la richiesta di risarcimento pecuniario, invece, il Consiglio ha riaperto l'istruttoria chiedendo a tutte le parti (Ministero, Autorità garante per le comunicazioni e Centro Europa 7 - ma non all'interveniente Mediaset) di produrre documenti e relazioni, anche rispetto all'esecuzione della sentenza n. 2624 (sotto). La prossima udienza è fissata per il 16 dicembre 2008

alessio95 flickr.comLeggi il testo della sentenza n. 2623/08
Che ha ad oggetto il ricorso di Centro Europa 7 contro il regime normativo di proroga dell'utilizzo delle frequenze da parte di Retequattro anche senza la concessione (Decreto Min. Comunicazioni 28 luglio 1999). Il Consiglio ha dichiarato il ricorso (confermando la sentenza del TAR) irricevibile già in primo grado in quanto tardivo, ossia proposto oltre il termine di 60 giorni dalla conoscenza del decreto impugnato. Come il Consiglio evince dagli atti di un altro procedimento Centro Europa 7 avrebbe dovuto impugnare entro la fine del 1999, ha invece notificato il ricorso solo all'inizio del 2000. Non è stato ritenuto sufficiente che il ritardo sia stato provocato dalla necessità di verifiche tecniche da parte di Centro Europa 7 sugli effetti del decreto.

alessio95 flickr.comLeggi il testo della sentenza n. 2624/08
Che rigetta il ricorso presentato da R.T.I. (con l'intervento a suo favore del Ministero delle Comunicazioni) contro la decisione del TAR del 2004 che aveva dichiatato illegittima l'inerzia del Ministero delle comunicazioni nell'attuazione del regime delle frequenze dopo il 1999. Il Consiglio ribadisce "sulla base di considerazioni anche ulteriori rispetto a quelle del giudice di primo grado" che l'amministrazione si sarebbe dovuta attivare per l'attuazione del piano delle frequenze e non lo ha fatto senza alcun giustificato motivo. Non è stata accolta la difesa del Ministero e di R.T.I. che giustificava l'inerzia con le modifiche normative intervenute dopo il 1999. La scadenza della concessione di Centro Europa 7 (dal 2005) è oggetto di altro giudizio e non è stata affrontata espressamente, anche se il Consiglio ricorda che invocando la scadenza della concessione lo Stato, indirettamente, ammette che fino ad allora avrebbe dovuto adempiere ai propri obblighi concessori. Al Ministero è stato ordinato di "rideterminarsi sull'istanza di Centro Europa 7" (esercitando nuovemente i suoi poteri secondo quanto prescrittogli dal Consiglio e dalla Corte di giustizia).

La sentenza n. 2625/08 è invece relativa ad un diverso procedimento davanti al Consiglio di stato, sempre in materia frequenze radiotelevisive, pendente tra Rete A, R.T.I. e Centro Europa 7 (terzo opponente).

La sentenza n. 2626/08  riguarda due appelli di Centro Europa 7 (contro la graduatoria che ha penalizzato l'assegnazione di frequenze a "Europa 7 plus") ed un ricorso per l'esecuzione della sentenza n. 3133 del 2001 del Consiglio di stato. Tutte le doglianze sono state ritenute infondate.

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AGGIORNAMENTI 
Il 16 dicembre 2008 il Consiglio di stato ha tenuto un0ulteriore udienza sul risarcimento chiesto da Europa 7. Igiudici si sono riservati e pronunceranno la sentenza nei prossimi mesi.  

Pubblicato il 31/5/2008 alle 14.57 nella rubrica Signori della corte I.

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