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Toto’ 2000

Foto di www.7781.itVanity Fair, 2 luglio 2008

L’evoluzione contemporanea della maschera di Totò si chiama Raffaello Follieri. E’ alto, impomatato, vanitoso. Ha 29 anni e la seria prospettiva di passare i prossimi 225 nel carcere di Manhattan che lo ospita da una settimana. La sua colpa non è quella di aver provato a vendere la Fontana di Trevi a un turista americano, ma dei palazzi del Vaticano a un bel po’ di miliardari, amici di Bill Clinton.

Viene da San Giovanni Rotondo, il paese del buisiness su Padre Pio, e quando sbarca a New York, nel 2001, si inventa la favola “del finanziere per conto di Dio”. Offre prezzi scontati per l’acquisto degli immobili e altissimi margini sulle vendite. Dice di avere tutte le chiavi e gli appoggi della Santa Sede. Riesce a entrare nel giro dell’ex presidente Usa e del suo braccio destro Douglas Band. Per fare immagine si fidanza con Anne Hathaway, quella de “Il diavolo veste Prada”. Vive in un appartamento al 46esimo piano, dell’Olimpic Tower, su Central Park, 750 metri quadri, 37 mila dollari al mese. Viaggia in jet privato, su una Mercedes bianca con autista, e su uno yatch da 40 metri parcheggiato ai Caraibi. Quando incontra clienti speciali, fa vestire un paio di suoi collaboratori con abiti talari. Convince un miliardario californiano a investire 50 milioni di dollari nel suo business.

Tutto fila liscio come in un favola. Poi ci si mette di mezzo l’Fbi che non crede alle favole. Hollywood sta già lavorando alla sua storia. Il giudice ha fissato a 21 milioni di dollari la cauzione per la libertà vigilata. La fidanzata è sparita, come l’appartamento, l’autista e lo yatch. Gli resta la sua faccia tosta. Se fosse in Italia gli basterebbe per diventare una vittima del giustizialismo. O per buttarsi in politica.

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Pubblicato il 3/7/2008 alle 17.18 nella rubrica Pino Corrias.

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