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Ratzinger e l’olocausto della memoria


Immagine di Roberto CorradiVanity Fair, 28 gennaio 2009

La più efficace (benché involontaria) celebrazione del Giorno della Memoria - dedicato al ricordo dei 6 milioni di donne, uomini e bambini rastrellati dalla macchina di sterminio nazista in tutta Europa tra il 1941 e il 1945, imprigionati nei campi, denudati, umiliati, uccisi con il gas, la fame, la fatica, i patiboli, il fuoco dei forni crematori -  l’ha offerta in queste ore il papa tedesco Joseph Ratzinger, cancellando la scomunica al vescovo Richard Williamson, quello che considera i lager “una invenzione degli ebrei”. Quello che ricalcola le dimensioni dell’Olocausto in una misura per lui di evidente tollerabilità cristiana: “Di ebrei ne saranno morti al massimo due o trecento mila”. Quello che neanche sa bene dove sia avvenuto questo trascurabile evento, dato che “le camere a gas non sono mai esistite”.

Benedetto XVI lo riaccoglie come un figliol prodigo. Insieme con gli altri vescovi seguaci di monsignor Lefebvre che vennero prima sospesi a divinis da Paolo VI e poi scomunicati da Papa Woytila nel 1988. Tutti ultraconservatori. Nemici del Concilio Vaticano II. Ostili al dialogo con le altre religioni. Strenui difensori di ogni embrione non nato, ma genuflessi a quel Dio dell’intolleranza e della guerra che benedice gli eserciti in marcia tra il sangue di uomini vivi, purché infedeli.

Il Papa li ha riabbracciati con un gesto che dovrebbe stupire il mondo non per la clemenza, ma per la resa. Che volta le spalle alla decenza, nega la verità, conduce al precipizio anche se rivestito di latino e oro. Per evitare il quale molte candele serviranno, a cominciare da quelle accese nel  Giorno della Memoria.
(Immagine di Roberto Corradi)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

La giustizia spiegata da Bruno Tinti
Riforma intercettazioni 1 - "Le dichiarazioni pubbliche" del giudice

Dopo il Giorno della Memoria di Pino Petruzzelli (autore di "Non chiamarmi zingaro")

Strategie di comunicazione di Vania Gaito (autrice di "Viaggio nel silenzio")

Italia: Lo Stato della Chiesa (Süddeutsche Zeitung, Germania - 5 gennaio 2009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info

Benedetto Lefebvre
di Carlo Cornaglia
Benvenuti lefebvriani!
Quattro similtalebani
anni fa scomunicati
sono stati perdonati

e ritornan sotto il tetto,
grazie a Papa Benedetto.
Li cacciò vent’anni fa
dalla cattolicità...
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Pubblicato il 28/1/2009 alle 16.54 nella rubrica Pino Corrias.

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