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Smottamenti collaterali


Vignetta di BandanasSilenzio. I tg di mezza sera del 6 aprile, a 24 ore dal terremoto: “Il Consiglio dei ministri riunito in via d’urgenza non ha stanziato fondi, ma ha osservato un minuto di silenzio”.

Visioni. Silvio Berlusconi fa la cosa giusta e non parte più per Mosca. Quando scende dall’elicottero sui luoghi terremotati si capisce che ha davvero preso la decisione all’ultimo momento: è ancora vestito come Putin.

Simboli. A L’Aquila sono crollati tutti e tre i luoghi simbolo di uno Stato decente (e antisismico): la Prefettura, sede del governo, l’ospedale, che vuol dire sanità pubblica, e la Casa dello Studente, l’istruzione. 

Priorità. L’abruzzese Marco Pannella è talmente colpito dal terremoto che si occupa solamente della sua candidatura alle prossime europee. Stavolta si è messo in testa che debbano eleggerlo i democratici. Non c’è una ragione plausibile. Salvo, a suo dire, che Goffredo Bettini, quello che di solito si vedeva di fianco a Veltroni, glielo aveva promesso. Adepti e psico-vittime del lagnoso Pannella sono mobilitati giorno e notte: raccolgono generi alimentari e fondi per spedirlo a Bruxelles.

Audience. Ieri il Tg 1 si è vantato di avere incassato un gran numero di ascoltatori, grazie al terremoto. Dispiace che proprio nei luoghi più devastati dal sisma funzionino così pochi televisori.

Ministri. Silvio Berlusconi via telefono con Bruno Vespa: “Profitto del collegamento dottor Vespa per avvertire i miei ministri che qui servono altri vigili del fuoco e volontari… Sono da lei Matteoli e Maroni? Glielo chiedo poiché non ho il televisore”.
(Vignetta di Bandanas)

Pubblicato il 8/4/2009 alle 19.12 nella rubrica Pino Corrias.

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