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Presidente, candidi me...

Presidente, candidi me.

Visto che suo figlio è innamorato e felicemente accoppiato, non posso sposarlo.

Le chiedo quindi di candidarmi alle elezioni europee.

Le prometto che farò finta di non aver sostenuto due esami di diritto europeo, pur di essere ammessa al corso di formazione.

Dimenticherò i congiuntivi e le locuzioni avverbiali, se dovesse servire a qualcosa.

Presidente, candidi me.

È vero, il mio 110 e lode non varrà mai quanto le misure di una pin up da 90-60-90, ma - sempre all'occorrenza - sono pronta a ripudiare laurea, lodi e baci accademici.

Però, presidente, candidi me.

Non ho partecipato al Grande fratello, lo so, ma quando pensavo ingenuamente che studiare mi sarebbe servito a qualcosa nella vita, ho vissuto in una comune.

So anche che non ho fatto l'annunciatrice televisiva, ma ho imparato bene tutte le movenze: mi tornano utili ogni volta che busso a qualche porta per un colloquio e non risponde nessuno.

Presidente, candidi me.

Sono giovane e ho voglia di imparare.

Mi candidi perché so tutto sulle famiglie monarchiche, anche se non sono mai stata a Uomini e donne a fare la tronista.

Mi candidi perché ho capito per tempo che fare la letteronza sarebbe stato meglio che diventare
una letterata.

Dia un senso al fatto che, se non mi candida, il mio unico scopo nella vita diventerà lucidare i vetri di casa. Altro che Cento vetrine su Canale5.

Mi candidi perché conosco la geopolitica internazionale, anche se sull'isola dei famosi non ci andrò mai.

Mi candidi per dimostrare ai suoi elettori che oltre le gambe c'è di più. Nel mio caso, un piede che calza il 38.

Casomai non dovesse proprio candidarmi, almeno mi trovi un rospo che diventa principe azzurro con tanto di scarpetta di cristallo! Sono disposta anche a fargli un Incantesimo.

Emanuela Iorio

Pubblicato il 3/5/2009 alle 18.27 nella rubrica Diario.

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