Blog: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it

Famiglia che viene, famiglia che va

  
 Quando al Manzoni Silvio la incontrò,
 nella pièce Il magnifico cornuto
 la Lario recitava. Lo trovò
 nel camerino e in meno d’un minuto

 sbocciò fra loro un vero, grande amore.
 Il Cavaliere, perso il comprendonio,
 dimostrò tali doti da amatore
 da arrivar con tre figli al matrimonio.

 Dopo trent’anni Silvio è sempre eguale:
 quando vede un bionda diciottenne
 si scorda d’esser tutto artificiale
 ed attacca drizzando…le sue antenne.

 A Portici ha incontrato una famiglia,
 Anna la mamma, il babbo Benedetto
 e Noemi, la diciottenne figlia,
 che deve avergli fatto un certo effetto.

 La fanciulla che vuol fare l’attrice
 un album di sue foto gli ha mandato
 su esortazione della genitrice
 che da valletta ha un nobile passato.

 Berlusconi, sentendo un non so che,
 si presenta alla festa di Noemi
 e le dona un magnifico collier,
 della moglie attirando gli anatemi.

 La sua avvocata convoca la Lario:
 “Non sto con chi frequenta minorenni,
 è tempo di tirare giù il sipario
 dopo aver sopportato tre decenni!

 Sulle vergini che si danno al drago
 per la fama, il successo ed il denaro
 e sull’imperator che cerca svago
 c’è sol da inorridire, mi separo!

 Ho offerto sempre aiuto a mio marito,
 ho chiesto lo aiutassero i lacché
 come si fa con uno un po’ bollito…,
 ma ora basta, divorzio dal premier!”

 Mentre il Berlusca ciancia di un complotto
 col quale hanno ingannato la Signora,
 per aumentare ancora un po’ il casotto
 di ascoltare i Letizia è giunta l’ora.

 Anna Palumbo inizia, la mammà:
 “Come conobbi Silvio? Per favore…,
 la privacy, mi chiedo, dove sta?”
 “Veronica la tengo nel mio cuore,

 ma se la prende troppo, non è il caso…”
 “Le mie fotografie? Non ve le do,
 siete proprio dei grandi ficcanaso.
 Solo papi, se vuol, mostrarle può.

 So qual sarà la strada da seguire
 il dì che decidessi di mostrarle:
 litigherò con Berlusconi e il Sire
 a Libero dirà di pubblicarle.”

 “Quanto a Noemi, cucciolo stupendo,
 è cresciuta alla luce del Vamgelo…”
 Parla il papà: “La privacy difendo:
 perché di Silvio amico? Non lo svelo.”

 “Se sono separato? Non lo dico,
 il tempo è galantuomo e spiegherà.”
 “Le sintonie col Cavaliere? Amico,
 ci uniscon per lo men tre affinità:

 l’affinità politica per cui
 io sto del Pdl nelle schiere,
 il fatto che amo il bello, come lui
 e son galante come il Cavaliere.”

 Infine parla il biondo bocconcino:
 “Corro a trovarlo a Roma ed a Milano
 poiché lavora tanto, poverino,
 e da Napoli sta sempre lontano…”

 Il succo della storia è una domanda:
 “Dei tre della famiglia dei Letizia,
 l’ex valletta, il sodale e l’educanda,
 qual è che al Cavaliere tanto sfizia?

 La dama della qual tiene le foto,
 la fanciulla alla qual dona i collier
 o il babbo dal passato oscuro e ignoto?
 Su, San Gennaro, faccelo sapé!”

 Il Santo tace, parla il presidente
 che si è precipitato a Porta a porta:
 “Veronica si è fatta ingenuamente
 turlupinar da una sinistra accorta

 che manovra cronisti in malafede.
 Se vuol la verità, si legga Chi,
 vedrà che non son certo un ganimede,
 anche perché, con quell’affare lì,

 io sono duro solo nei divorzi.
 Sono pur sempre un over settantenne
 e le assicuro che, benché mi sforzi,
 non ce la fò con una minorenne.”

Carlo Cornaglia
6 maggio 2009
 
 

Pubblicato il 6/5/2009 alle 15.51 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web