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La Bicamerale in reggicalze

Vignetta di NatangeloVanity Fair, 24 settembre 2009

Peccato che i nostri timorati politologi non se ne siano ancora accorti, ma a leggere i resoconti dei molti scandali sessuali di questi mesi non emerge solo la prevedibile involuzione dei costumi, ma pure una inaspettata evoluzione della politica. Si è inaugurata - con le pupe ingaggiate a tassametro da Giampaolo Tarantini per infilarle nelle notti di Silvio Berlusconi e di alcuni esponenti del pd come Sandro Frisullo, dalemiano, numero due della Regione Puglia - una innovativa Bicamerale con il reggicalze.

Basta con le chiacchiere nelle grigie aule, i documenti programmatici, le riunioni destinate a finire nel nulla. Dall’estate del 2008 - bollente a Villa La Certosa, elettrica a Bari - il dialogo bipartisan tra maggioranza e opposizione ha intrapreso la via dei feromoni. Addestrandosi sul campo (o nel letto) a specchiarsi nei medesimi comportamenti, aspirando agli stessi desideri. Riconoscendosi a vicenda una natura umanamente debole e perciò non ostile, viatico per intendersi su tutto il resto, appalti e divertimenti, stili di vita e sanità.

Ne salteranno fuori altre, ma per il momento è abbastanza la notevole vicenda di Terry De Nicolò reclutata sui due fronti della politica dal solito Giampi Tarantini. Il quale una sera la ingaggia per l’impacciato Frisullo, che a momenti si innamora, tariffa 500 euro. E un’altra sera per il sultano di Arcore, convinto come sempre di affascinarla per le sue doti naturali, poverino, tariffa 1000 euro. Cioè il doppio. Non solo per la doppia pena. Ma anche per rispettare la misura del differente peso elettorale, come si faceva nelle Bicamerali di vecchia scuola, e che un tempo si frequentavano vestiti.

Pubblicato il 24/9/2009 alle 17.13 nella rubrica Pino Corrias.

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