Blog: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it

Fini dice qualcosa di destra

Vignetta di Tonus
Signornò

da l'Espresso in edicola


Sinora Gianfranco Fini si era smarcato dalla Banda Berlusconi su temi sacrosanti, ma poco sentiti - o addirittura avversati - dalla “pancia” dell’elettorato di destra: biotestamento, fecondazione, immigrati, laicità, difesa del Parlamento contro gli uzzoli duceschi del premier. Queste prese di distanza l’avevano allontanato dalla destra giovanile e “valoriale” di Giorgia Meloni. E l’avevano esposto alle volgarità dei Feltri e dei Veneziani sul “tradimento” del “compagno Fini”. Il disprezzo più evidente, e comprensibile, per i colonnelli alla Gasparri (“dovrebbe avere la decenza di tacere”, ha sbottato di recente all’ennesima gasparrata) aveva scavato un fossato fra lui e l’establishment della fu An, ormai intruppata nel partito Mediaset.

Il resto lo faceva un drappello di àscari non proprio raccomandabili: l’ex portavoce Salvo Sottile, condannato in primo grado per peculato perché usava l’auto blu per scarrozzare le sue soubrettine; il factotum Checchino Proietti, inquisito per vari traffici nel sottobosco della sanità con Daniela Fini; il vice-capogruppo Italo Bocchino, indagato a Napoli insieme ad Alfredo Romeo; il plenipotenziario siciliano Nino Strano, noto per gli sventolii di mortadella al Senato e per una condanna a Catania in primo grado per vari sperperi di denaro pubblico; il fedelissimo napoletano Amedeo Laboccetta, rappresentante di Atlantis World, società proprietaria di alberghi e casinò ai Caraibi e attiva in Italia nel ramo slot-machines, che ha per socio Francesco Corallo, figlio di don Gaetano condannato negli anni 80 per l’assalto del clan Santapaola a Sanremo. Personaggi che rischiavano di oscurare finiani credibili come Granata, Urso, Della Vedova, Raisi, Campi, Perina.

Ultimamente però Fini ha azzeccato due mosse che hanno il pregio di piacere anche agli elettori di destra: ha scaricato Berlusconi sulle stragi di mafia, difendendo i pm che tornano a indagare sui mandanti occulti, perché “non abbiamo nulla da nascondere” (infatti il Cavaliere ha subito messo mano alla fondina); e ha rinunciato al lodo Alfano nel processo per diffamazione ai danni del pm Woodcock, lasciando solo il premier col suo scudo spaziale e incassando il ritiro della querela dal magistrato in ossequio al suo “gesto istituzionale”. Due mosse che riscoprono la vocazione legalitaria della destra italiana: l’eredità di Paolo Borsellino e la battaglia per Mani Pulite e contro l’immunità. Berlusconi, schiumante di rabbia, ha sibilato: “Comodo, ha solo un processo per diffamazione”. Già: lui invece è imputato di corruzione (Mills), falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale (Mediaset e Mediatrade), salvo complicazioni. In due mosse Fini ha dato scacco al re, costringendolo a esplicitare due ottimi vantaggi di un cambio della guardia: lui, diversamente dal premier, non è imputato di nulla e non ha niente da temere dall’antimafia. Due peccati mortali, agli occhi del premier. Agli occhi degli elettori, si vedrà.
(Vignetta di Tonus)

Segnalazioni

da Italiadallestero.info
La Corte Costituzionale italiana dichiara illegittima la legge sull’immunità che protegge Berlusconi
Le Monde, Francia - 7 ottobre 2009
La Corte annulla la legge sull’immunità di Berlusconi di Hada Messia
CNN, USA - 7 ottobre 2009
Berlusconi perde il suo scudo giudiziario di Richard Heuzé
Le Figaro], Francia - 7 ottobre 2009

Scuola "A. Caponnetto" - Bari presenta il suo Caffè Letterario (9-11 ottobre 2009)

Pubblicato il 9/10/2009 alle 18.34 nella rubrica Marco Travaglio.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web