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Cucù, cucù, il lodo non c’è più


    In Italia è successo un finimondo:
    dicendo che la legge è ugual per tutti
    la Consulta ha mandato il lodo a fondo
    ed Alfano e Ghedini son distrutti.

    I Giustiniani in erba eran tranquilli,
    era tranquillo il prode Cavaliere
    poiché, dei suoi lacché grazie ai cavilli,
    i suoi processi erano chimere.

    Ma ad un tratto è arrivato un terremoto
    contro il qual Bertolaso è disarmato:
    la Consulta ha deciso col suo voto
    che Silvio Berlusconi è un imputato.

    Al sol pensar di andar sotto processo
    la rossa primula dei tribunali
    comincia ad inveir come un ossesso
    al quale hanno pestato i genitali:

    “Son tutti comunisti i magistrati
    e la Consulta garanzia non dà,
    i media contro me sono schierati,
    Napolitan sappiamo con chi stà!

    Di tutti i tempi e in tutti i continenti
    il più perseguitato sono io,
    pur se per giudici e consulenti
    ho di milioni speso un bel fottio!

    Ma ognun sa di che pasta sono fatto
    e di Napolitan delle opinioni,
    che mi prendono in giro, me ne sbatto!
    Viva l’Italia! Viva Berlusconi!”

    Nell’attesa intervenga un’ambulanza
    che gli presti le cure necessarie,
    dovrebbe analizzare Sua Jattanza
    alcune osservazion non secondarie.

    Cosa pretende da Napolitano?
    Più che firmare il lodo appena giunto,
    doveva forse, cellulare in mano,
    alla Consulta dir: “Salvate l’Unto,

    il lodo va approvato e molto in fretta!”?
    Quanto alla Corte Costituzionale,
    non è per caso andato a una cenetta
    dal giudice Mazzella, suo sodale

    e col fior fiore dei suoi servitori?
    Se di frutti non se ne sono visti,
    qualcheduno di loro faccia fuori,
    ma ai giudici non dia dei comunisti.

    Quanto all’opposizione del Pd,
    che cosa vuol di più da Franceschini
    che dice: “Lotterem sempre così,
    oppositori sì, ma clandestini,

    andando avanti col solito sistema
    che dal governo ci terrà lontani:
    come fece Veltroni con D’Alema
    m’impegno a litigare con Bersani.

    In Parlamento proprio non ci andiamo,
    c’è Di Pietro che fa casin per tutti
    e piuttosto di star con lui moriamo…
    Nuove elezion? Siam pronti a nuovi lutti!”

    Ma poi, perché temer tanto i processi?
    Con leggi ad hoc e mucchi di cavilli
    tutti i giudici ha sempre fatto fessi.
    Con l’aiuto di un buon guardasigilli,

    legittimo sospetto, rogatorie,
    depenalizzazioni, prescrizioni,
    udienze disertate ed altre storie
    si è sempre salvato, Berlusconi.

    Potrà, ad esempio, disertar le udienze
    non soltanto per le ragion di Stato,
    ma pur per le sessual senili urgenze
    con le qual le donnine ha conquistato,

    fino a indurre la povera Carfagna,
    pronta alla legge avversa alle battone,
    a rimandar la nobile campagna
    per poterle evitare la prigione.

    Ed infine c’è pur sempre la Lega
    pronta a dare battaglia a suo favore.
    Non ha gridato Bossi, il suo stratega:
    “Se gli bocciano il lodo salvatore,

    il popolo dei Galli scende in guerra!”?
    Bocciato il lodo, calma, Berlusconi,
    ecco il Padano che l’attacco sferra!
    Non sembran Galli? Beh, saran capponi…

    Carlo Cornaglia
    10 ottobre 2009

Pubblicato il 10/10/2009 alle 21.24 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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