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Il papello e quelle leggi


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Vignetta di bandanaxIl Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2009


Basta poco per rendersene conto. Basta rileggere le cronache parlamentari. Nei 12 punti elencati da Totò Riina nel suo papello come condizione per chiudere la stagione delle bombe non vi è nulla di sorprendente. La trattativa tra Stato e mafia c'è stata, proprio come raccontavano, ben prima della scoperta del papello, le sentenze definitive sulle stragi del '93. Non per niente, durante gli ultimi 17 anni, buona parte dei desiderata di Cosa Nostra sono stati discussi e, a volte approvati, da Camera e Senato. Le supercarceri di Pianosa e l'Asinara sono state chiuse nel 1997 dal centrosinistra. La legge sui pentiti, coi voti dell'Ulivo e il plauso del centro-destra, è stata riformata nel 2001, provocando un crollo verticale del numero dei collaboratori di giustizia. Il 41 bis, il cosiddetto carcere duro, è stato invece “stabilizzato” nel 2002. Ma la norma, anche questa volta bipartisan, è stata scritta male. Così i tribunali di sorveglianza, com’era perfettamente prevedibile, si sono trovati a dover revocare il 41 bis (già reso molto meno duro) a centinaia di boss. E persino quattro mafiosi condannati per la strage di via dei Georgofili a Firenze sono adesso detenuti in regimi penitenziari normali.

A partire del 1994, poi, si è cominciato a parlare pubblicamente della possibilità di concedere forti sconti di pena agli uomini d'onore che non si pentono, ma decidono invece di dissociarsi dall'organizzazione. Il primo a farlo è stato uno dei tanti testimoni di quella trattativa che oggi ritrovano miracolosamente la memoria: Luciano Violante. Subito dopo, nel 1996, un’apposita proposta di legge è stata presentata da tre senatori dell’allora Ccd, mentre nel 2001 il futuro ministro degli Esteri, Franco Frattini, se l’è presa con i giornali che parlando troppo di dissociazione avevano fatto saltare “l’intera operazione”. Leggendo la copia del papello in mano ai magistrati un’unica domanda ha quindi senso: la trattativa con Cosa Nostra è ancora in corso? Perché come diceva una delle sue vittime, il giudice Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra, o si mettono d’accordo”.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni

Posto fisso: scrivete al ministro Tremonti - L'iniziativa de Il Fatto Quotidiano invita tutti i precari a scrivere al ministro Tremonti chiedendo a gran voce il proprio posto fisso


Marco Travaglio partecipa all'incontro "Etica pubblica e poteri di controllo in Italia: il caso Baffi, Sarcinelli, Ambrosoli"
Roma, Hotel Palatino - giovedì 22 ottobre, ore 14.30
La locandina


Il commento del giorno
di daniela - lasciato il 21/10/2009 alle 0:32 nel post Prof. Panebianco, in arte estintore
io sono estremista e faziosa ...ma sempre meno di loro...
attenzione !!! berlusconi vuole il posto fisso !!!


Pubblicato il 21/10/2009 alle 16.40 nella rubrica Peter Gomez.

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