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Tu quoque Deutsche


Vignetta di FranzaroliIl Fatto Quotidiano, 22 ottobre 2009


Sembra uno scherzo, invece è una pubblicità. La pubblicità di Deutsche Bank. É comparsa su alcuni quotidiani. Dice così: “Scudo Fiscale. Solidità, affidabilità, riservatezza sono alla base di ogni operazione finanziaria”. La banca tedesca ci tiene a ispirare fiducia. Sceglie un cielo azzurro come sfondo e in primo piano un ponte, grande e bianco, che unisce due sponde: immaginiamo quella dei soldi prima e dopo il lavaggio dello scudo fiscale.

Il testo dell’annuncio va all’essenziale: “Deutsche Bank è una realtà solida, affidabile e riservata, con esperienza internazionale nelle operazioni finanziarie”. La parola chiave è “riservata”. Il messaggio è asciutto. Niente moralismi. Salvo che la morale, ieri sul “Corriere della Sera”, ce l’ha messa il caso: la pubblicità compariva nella pagina retta da questo bel titolo a nove colonne: “Fondi neri per ventidue milioni. Arrestati imprenditore e assessore”. Si parlava dell’industriale Giuseppe Grossi e di altri cattivi riciclatori. Quelli senza ponte.
(Vignetta di Franzaroli)

Segnalazioni

Commento del giorno
di parsiphal - utente certificato - lasciato il 22/10/2009 alle 12:15 nel post Il papello e quelle leggi
L'odio è un seme subdolo e impalpabile che attecchisce in fretta su qualsiasi terreno: disoccupati, precari, p.iva, dipendenti, dipendenti del pubblico e precari del pubblico, e della scuola... dovrebbero essere uniti perchè in fondo hanno gli stessi obbiettivi e invece nelle piccole differenze di privilegi impalpabili si è riusciti a scavare profondi solchi d'odio.
I precari della scuola manifestano da soli, come se fossero una categoria a parte e non dentro una caregoria più ampia. Nè si accodano il milione di precari senza più lavoro.
La solidarietà sociale è morta, se non nei paesi dove il vicinato è rimasto l'ultimo baluardo di uno stato sociale. Sta morendo, con essa (di molte malattie) la convivenza civile, il patto sociale e in definitiva la Costituzione.
A meno, cosa assai sperabile, di insospettabili rigurgiti di coscienza nell'Italia prostrata e impoverita, nell'economia sì, ma forse più profondamente nell'anima.
A domani buona serata

Pubblicato il 22/10/2009 alle 18.49 nella rubrica Pino Corrias.

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