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L’indifferenza (in memoria di Stefano Cucchi)


Vignetta di Bandanax

Quello che spaventa di più è il labirinto impersonale, l’ingranaggio burocratico, le porte chiuse, i divieti, l’omertà, i “no, senza l’autorizzazione non si può”, che hanno protetto, che stanno proteggendo, gli esecutori materiali della morte di Stefano Cucchi, arrestato in buona salute dai carabinieri il 15 ottobre e restituito cadavere ai genitori, già disteso sulla tavola delle autopsie dell’obitorio di Roma, il 22 ottobre all’alba.

Quei labirinti, quegli ingranaggi sono stati maneggiati anche loro da persone in carne e ossa. E hanno agito sovrapponendosi all’agonia di Stefano Cucchi, impedendo che i familiari, o almeno un avvocato, riuscissero a vederlo, a parlargli, per sei notti e sette giorni di seguito, mentre il suo corpo smetteva progressivamente di reagire ai traumi e al dolore.

Non uno di quegli ingranaggi si è inceppato. Non una smagliatura - tra i carabinieri, le guardie penitenziarie, i medici, la magistratura di sorveglianza - ha permesso di allentare quell’assedio di indifferenza e ignavia. Che ha dilapidato il tempo utile a salvarlo e certamente la pietà. Proprio come si è visto in quell’altro reperto di nostra impassibile modernità che è il video dell’esecuzione al rione Sanità di Napoli. Lì un paio di donne che andavano di fretta hanno scavalcato il cadavere steso sul marciapiede. Qui lo ha fatto un intero pezzo di Stato che aveva preso in consegna il corpo (e la vita) di Stefano Cucchi per poi lasciarlo agonizzare nell’inchiostro. 
(Vignetta di Bandanax)


Commento del giorno
di Stefano - lasciato il 1/11/2009 alle 12:46 nel post
L'indifferenza (in memoria di Stefano Cucchi)
Da Hannah Arendt, (a cura di) Jerome Kohn, 'Responsabilità e giudizio', Einaudi, Torino 2004, pp. 26-27: "In ogni sistema burocratico lo scaricabarile della responsabilità è faccenda quotidiana, tanto che se si dovese definire la burocrazia nei termini che sono propri delle scienze politiche, vale a dire come forma di governo - facendone il regno degli uffici, contrapposto al regno degli uomini, di uno, di pochi o di tanti - si potrebbe tranquillamente dire che la burocrazia è il governo di nessuno, e forse proprio per questo si può scorgere in essa la forma di governo meno umana e più crudele."

Pubblicato il 1/11/2009 alle 11.59 nella rubrica Pino Corrias.

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