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Berlusconi, Santoro e il lato oscuro della forza


bandanax

Intervistato da Luca Telese su Il Fatto Quotidiano, Bruno Vespa, dopo aver ricordato le puntate di Annozero dedicate ai casi D'Addario. Mills, Spatuzza, Ciancimino e Dell'Utri, afferma: "Il ritratto complessivo che Michele Santoro fa di Berlusconi è del più grande mascalzone della storia". Per questo, spiega il conduttore di Porta a Porta, "l'altro si arrabbia". Vespa, bisogna dirlo, ha fatto centro. Non c'è dubbio che il presidente del Consiglio proprio per questo veda il programma di Raidue come il fumo negli occhi. E che da qui nasca la sua volontà di chiuderlo. Nessun altro, a parte Santoro, affronta infatti in televisione il lato oscuro della forza del premier. Un tema che viene invece raccontato e analizzato da più di una testata della stampa senza che nessuno osi (ancora) chiedere la censura preventiva dei quotidiani e dei settimanali.

La domanda a cui bisogna rispondere è perciò una sola: perché ciò che è permesso fare sui giornali dovrebbe essere vietato in tv? In fondo, il giornalista, sia esso della carta stampata o del piccolo schermo, ha sostanzialmente un unico dovere: non può calunniare o diffamare nessuno. È tenuto a diffondere notizie verificate e se si sbaglia deve immediatamente correggersi. E questo è quello che accade abitualmente anche ad Annozero.
L'obiezione che viene fatta a Santoro è però un'altra: quella è la tv pubblica (cioè di tutti, anche di chi la pensa diversamente). Le testimonianze che gettano discredito sulle istituzioni (e la presidenza del consiglio è un'istituzione) non vanno amplificate prima che siano certificate da una sentenza: cioè dopo molti anni, tenuto conto dei tempi biblici della giustizia.

Ha un senso questo discorso? Io credo di no. Per due motivi. Il primo. Se il principio fosse valido ben pochi tra gli scandali e i gialli della recente storia italiana (pensiamo alle stragi degli anni '60 e '70, o ai grandi misteri come Ustica o il caso Moro) avrebbero potuto essere raccontati sul piccolo schermo. Il secondo: anche a voler prendere per buono il principio  (e non lo è) resta il fatto che nel nostro Paese dal punto di vista televisivo è un sostanziale duopolio. Mediaset è di proprietà di Berlusconi e quindi se non lo fa qualcuno dagli schermi della Rai non è pensabile che le (cattive) notizie sul premier trovino spazio nell'etere.
Molti però dicono: Santoro è fazioso, ha una sua particolare visione del mondo, è addirittura stato un eurodeputato dei Ds. E persino tra gli osservatori stranieri c'è chi sottolinea come sia impossibile trovare trasmissioni simili alla sua nelle altre tv pubbliche europee. Ma qui si torna al problema iniziale: il conflitto d'interessi. A differenza del resto d'Europa un Santoro licenziato dalla Rai non troverà altre emittenti disposte a farlo lavorare. Anche se è in grado di fare grandi ascolti, e quindi di garantire grandi introiti pubblicitari, resterà disoccupato. Gli spazi, come insegna la storia di Enrico Mentana, per il momento non ci sono. E poi: non sarà mica che Annozero è una trasmissione senza eguali in Europa, proprio perché il caso Italia (a partire dalla scarsa qualità delle sue classi dirigenti) non ha eguali nel vecchio continente?

Per questo Annozero va difeso. Il presidente del Consiglio, che da 16 anni dice di essere vittima di una macchinazione mediatico-giudiziaria, può protestare quanto vuole. Può ripetere (ha tutto il diritto di farlo) di essere il più grande perseguitato della storia. Ma chi non è tra i suoi sostenitori ha pure il diritto di pensare che sia lui sia semplicemente un ricchissimo e potente politico impegnato nel tentativo di di farla franca. Anche perché, seguendo su alcuni giornali e a Annozero il caso Mills, qualche milione di persone ha scoperto che, secondo i giudici, la testimonianza falsa e comprata  dell'avvocato inglese servì per far ottenere al Cavaliere l'assoluzione nel suo primo processo. Quello del 1994 sulle mazzette versate dalla Fininvest alla Guardia di Finanza.  Berlusconi, insomma, avrebbe commesso un reato per coprirne un altro. E questo sì che è un comportamento da "grandi mascalzoni". Se non della storia, almeno della recente cronaca italiana.
È del tutto ovvio che per molti sia spiacevole sentirselo raccontare. Ma seguire Santoro (come seguire Vespa) non è un obbligo. Quelli a cui Annozero non piace possono sempre usare il telecomando. E cambiare canale.    
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni

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Venerdì 26 marzo, ore 15, Roma - Nell'ambito di  "Libri come - Festa del libro e della lettura", Peter Gomez partecipa alla tavola rotonda "Come si scrive un blog". Intervengono inoltre Diego Bianchi, Giovanna Cosenza, Alessandro Gilioli, Luca Sofri. Coordina Loredana Lipperini.
C/o Auditorium Parco della Musica, viale Pietro de Coubertin.

Pubblicato il 24/3/2010 alle 19.47 nella rubrica Peter Gomez.

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