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Sire, il trono vacilla

“Siamo giunti alla comica finale!”
 nel dì del predellino disse Fini
 per poi seder, svogliato commensale,
 al desco a trangugiar veri abomini.

 Si sa com’è l’effetto Mitridate:
 un giorno dopo l’altro ci si avvezza,
 ma è poi cambiato il cuoco del magnate
 ed ai fornelli Bossi è una schifezza.

 A Gianfranco oltre al resto vien proposta
 una Costituzione andata a male,
 fatta passar per ottima aragosta. 
 S’incazza finalmente il commensale:

 “Oltre ai tuoi piatti molto disgustosi
 mi fan schifo di Bossi le ricette.
 O mi servite cibi più sfiziosi
 o corro a vomitare alla toilette!”

 Si scalda l’atmosfera e il Pdl
 finisce all’improvviso nei casini:
 si potrà sghignazzare a crepapelle
 o si dovrà commemorare Fini?

 Chi non sghignazza è il povero Pd:
 c’è chi sostituir vuole Gianfranco,
 soffiando per l’inciucio: “Siamo qui!”
 Chi a dice a Fini: “Dai, stretti al tuo fianco,

 correndo al centro ci divertiremo!”
 C’è infin chi teme di doversi opporre
 e al sol pensare a questo male estremo
 a por la testa nella sabbia corre.

 Friggon le menti, fumano i cervelli…
 non è stato il vulcano dell’Islanda
 a fare oscuri i cieli prima belli,
 ma i fumi di Bersani e la sua banda.

Carlo Cornaglia
Da Il Misfatto, 25 aprile 2010


             

Pubblicato il 29/4/2010 alle 10.33 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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