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L’orologio della storia



da Il Fatto Quotidiano, 28 maggio 2010


C’è qualcosa di tragico e di comico al tempo stesso nella fine del grande sogno di Silvio Berlusconi. Un sogno che oggi muore ucciso dalla crisi e dai 24 miliardi di tagli destinati nelle prossime settimane a mettere in ginocchio i cittadini. Mentre il premier cita i falsi diari di Mussolini, recuperati dal suo braccio destro Marcello Dell'Utri, dicendo “io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i miei gerarchi”, il passato che ritorna, il suo passato, sembra all’improvviso franargli addosso. La Confindustria, memore di decine di promesse mai mantenute, gli volta le spalle. Gli imprenditori rispondono col gelo alla balzana idea di mettere la loro presidentessa Emma Marcegaglia
 s
ulla poltrona che era del ministro (apparentemente ladro) Claudio Scajola.

Da un giorno all'altro diventa poi difficilissimo per il capo del Governo continuare a sostenere di voler far approvare le nuove 
norme sulle intercettazioni per “tutelare la privacy degli italiani”. Le indagini di Milano sul caso di Fabrizio Favata, l'ex socio di Paolo Berlusconi che racconta di aver fatto ascoltare (a Silvio) e personalmente consegnato (a Paolo) i file audio di un’ormai celebre telefonata tra Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol Giovanni Consorte, dimostrano come il Cavaliere abbia utilizzato atti giudiziari ancora coperti da segreto per screditare gli avversari politici.

Le inchieste di Caltanissetta, Palermo e Firenze, sulle stragi dicono invece che tra il 1992-93, la mafia, mentre piazzava le bombe, aveva rapporti oscuri e intensi con chi mafioso non era, o non lo sarebbe dovuto essere. Da una parte alcuni uomini dei servizi segreti; dall’altra alcuni esponenti del gruppo Fininvest (a cominciare proprio da Dell’Utri) che di lì a poco 
avrebbero creato Forza Italia. E se prima tutto questo non contava, adesso, di fronte allo spettro di un Paese che potrebbe andare a fondo come la Grecia, la scena si ribalta.

Proprio come un duce invecchiato Berlusconi sospetta dei suoi ministri, maledice gli alleati ed è sempre più solo. È ancora forte, è vero. Ma a Roma tira una brutta aria da ultima seduta del Gran Consiglio. L’orologio della storia ha ripreso a correre. E fermarlo per il premier, questa volta, sarà molto complicato. 
  
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni
Le relazioni segrete tra lo Stato italiano e la Mafia raccontate da un testimone d’eccezione (L'Express - FR - 12 aprile 2010)
Traduzione a cura di italiadallestero.org

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Pubblicato il 28/5/2010 alle 16.51 nella rubrica Peter Gomez.

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