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Assalto di Fatto: 450 mila visite in poche ore, un abbraccio enorme che ha mandato il sito in tilt

IL FATTO QUOTIDIANO DEL 23 GIUGNO 2010 - SCARICA UNA COPIA PDF

IL FATTOdi Peter Gomez

Un amico che lavora a lavoce.info ce lo aveva detto: “Preparate una bottiglia da spaccare. Un sito è come il varo di una nave. Non sai quanti problemi e quanti casini comporta”. Beh, noi ieri quella bottiglia non la abbiamo rotta. O almeno non lo abbiamo fatto del tutto.

Il nuovo sito ilfattoquotidiano.it  è sì scivolato in mare con le prime luci all'alba, ma è stato subito preso d'assalto. Non dai pirati, ma dai navigatori. Com'era successo il 23 settembre quando le 90.000 copie del primo numero de Il Fatto Quotidiano (troppo poche) erano scomparse nel giro di un'ora dalle edicole e i lettori ci telefonavano disperati, ieri tra le sei mezza e le 9 oltre 450.000 utenti unici hanno tentato di farci visita. E la ressa, per dirla in maniera ben poco tecnica, ha finito per mandarci in tilt. Colpa nostra che come al solito ci siamo sottostimati. Credevamo che un risultato del genere fosse possibile ottenerlo nell'arco delle 24 ore. Non in un'ora e mezza.

Scusateci. Siamo un giornale ancora artigianale. Pieno d'idee, di buona volontà (la redazione ha lavorato sino alle 4 e mezza del mattino e si è ripresentata in ufficio alle 7), ma che decisamente pecca di modestia. È arrivato il momento di capire davvero che noi esistiamo soprattutto grazie alla Rete. Se 40 mila persone - molte delle quali utenti abituali di Voglioscendere, il vecchio e ormai quasi glorioso blog aperto da Marco Travaglio, Pino Corrias e dal sottoscritto tre anni fa - non avessero sottoscritto, a scatola chiusa, l'abbonamento online al Fatto, oggi probabilmente   non saremmo qui. Quegli abbonamenti sono infatti stati il volano che ci ha permesso (dal punto di vista economico) di andare a giocare in edicola la nostra partita con i più grandi. Vincendola, grazie alla direzione di Antonio Padellaro, sempre più spesso. Quindi se la Rete ci ha dato fiducia, noi dobbiamo fare qualcosa per meritarcela: non solo dal punto di vista dei contenuti. Ma anche da quello tecnico.

Così ieri, mentre per tutta la giornata il sito si vedeva e non si vedeva o girava lentissimo, ci siamo dati da fare. Abbiamo rimesso nei cassetti i nostri scoop. Abbiamo quintuplicato i server e abbiamo cominciato a ridisegnare parte dell'architettura informatica dell'homepage (o almeno così ci hanno spiegato i tecnici). Un lavoro complicato destinato a durare sino a questa mattina.

I ragazzi della "mezza sporca dozzina del Web" si rivedranno in redazione oggi alle 7 per cominciare a riempire di nuovo ilfattoquotidiano.it  di articoli e contenuti multimediali, pronti a riprovare ad andare online verso le 14. Il parto insomma è difficile, ma la mamma e il neonato sono forti e, prima o poi, ce la faranno. E questa non è la sola buona notizia. L'altra sono il numero altissimo di persone che ci stanno aspettando e i giudizi – tutti positivi a leggere dai commenti postati – sulla versione Beta del sito. Anche per questo noi non siamo troppo delusi. Siamo abituati, da sempre, a marciare in salita. E poi ieri eravamo talmente in tanti che la storia di questo inizio, da vecchi, la racconteremo. Potete starne certi. Non è una promessa. È un fatto.

da il Fatto Quotidiano, 23 giugno 2010


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Pubblicato il 23/6/2010 alle 10.47 nella rubrica Peter Gomez.

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