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Due sentenze europee sulla normativa ambientale in Italia.

La Corte di giustizia Ue ha pronunciato in luglio in ottobre due sentenze che condannano gli inadempimenti italiani alle norme comunitarie in materia di ambiente.

Si tratta della sentenza del 15 luglio C 491/08 sull'errato recepimento della direttiva a tutela degli uccelli selvatici (<< Poiché la normativa di trasposizione nell’ordinamento italiano della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, non è completamente conforme a tale direttiva e il sistema di recepimento dell’art. 9 di quest’ultima non garantisce che le deroghe adottate dalle autorità italiane competenti rispettino le condizioni e i requisiti previsti da tale articolo, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2-7, 9-11, 13 e 18 della citata direttiva. La Repubblica italiana è condannata alle spese, ivi comprese quelle relative al procedimento sommario.>>);


e della sentenza del 6 ottobre C 573/08 sulla violazione della disciplina che tutela gli habitat naturali per la realizzazione di un complesso turistico nella zona di Oristano (<< In riferimento al progetto del complesso turistico e immobiliare «Is Arenas» che interessa il sito «Is Arenas»: non avendo adottato, prima del 19 luglio 2006, data di iscrizione del sito «Is Arenas» nell’elenco dei siti di importanza comunitaria, misure di protezione idonee, con riferimento all’obiettivo di conservazione contemplato dalla direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, a salvaguardare l’interesse ecologico pertinente che il sito proposto quale sito di importanza comunitaria riveste a livello nazionale e, in particolare, non avendo vietato un intervento idoneo a compromettere seriamente le caratteristiche ecologiche del sito, e non avendo adottato, dopo il 19 luglio 2006, misure appropriate per evitare il degrado degli habitat naturali per i quali detto sito di importanza comunitaria è stato designato,la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che ad essa incombono in forza della direttiva 92/43 e, più esattamente, per quanto riguarda la seconda censura, in forza dell’art. 6, n. 2, di tale direttiva. La Repubblica italiana è condannata alle spese .>>)


Pubblicato il 7/10/2010 alle 11.21 nella rubrica Signori della corte E.

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